Portile, indignazione dopo l’atto sacrilego
Denuncia prima, lavori socialmente utili (si spera) dopo. Nella frazione di Portile non è passato inosservato lo sfregio compiuto alla Maestà della Madonna della Pace. Il braccio destro della statua...
2 MINUTI DI LETTURA
Denuncia prima, lavori socialmente utili (si spera) dopo. Nella frazione di Portile non è passato inosservato lo sfregio compiuto alla Maestà della Madonna della Pace. Il braccio destro della statua di Gesù Bambino è stato amputato. Il gesto è stato compiuto nel weekend di Pasqua, quando si celebra la risurrezione del Signore.
«La parrocchia farà denuncia - spiega Gian Carlo Succi, uno dei parrocchiani - ed è importante: in caso contrario, sembra che non succeda niente nella frazione».
Il richiamo, nemmeno tanto velato, è a quanto emerso nel corso dell’assemblea pubblica che si è svolta con le autorità la scorsa settimana proprio sul tema della sicurezza. Da una parte, i dati ufficiali su alcuni reati (tra cui i furti) in calo; dall’altro, la percezione di una forte insicurezza e l’amarezza che provoca le mancate denunce.
Un passo concreto da verificare saranno le quattro telecamere che «metteremo entro settembre».
La frase, in questo caso, è stata pronunciata da un altro Gian Carlo, il sindaco Muzzarelli, durante l’incontro. La prima ipotesi per il ponte radio con cui collegarle in rete riguarda proprio il campanile della chiesa.
«Le telecamere sarebbero un bel deterrente - ribadisce Succi - e l’amministrazione comunale si è presa un impegno. Nel caso specifico della Maestà, speriamo che si tratti di una ragazzata e non di un atto sacrilego. In ogni caso, è un sinonimo del degrado a cui siamo arrivati. È davvero triste pensare che qualcuno faccia episodi così, che non devono assolutamente passare inosservati». Ecco perché c’è l’intenzione di sporgere denuncia.
«Le persone sono scoraggiate nel compierle - assicura il parrocchiano - ma non se non si fanno è la fine: si guardano i dati ufficiali e basta. Speriamo che chi ha fatto il gesto capisca. In un caso del genere, farei tenere pulita per un mese tutta l’area dove c’è la Maestà». (g.f.)
«La parrocchia farà denuncia - spiega Gian Carlo Succi, uno dei parrocchiani - ed è importante: in caso contrario, sembra che non succeda niente nella frazione».
Il richiamo, nemmeno tanto velato, è a quanto emerso nel corso dell’assemblea pubblica che si è svolta con le autorità la scorsa settimana proprio sul tema della sicurezza. Da una parte, i dati ufficiali su alcuni reati (tra cui i furti) in calo; dall’altro, la percezione di una forte insicurezza e l’amarezza che provoca le mancate denunce.
Un passo concreto da verificare saranno le quattro telecamere che «metteremo entro settembre».
La frase, in questo caso, è stata pronunciata da un altro Gian Carlo, il sindaco Muzzarelli, durante l’incontro. La prima ipotesi per il ponte radio con cui collegarle in rete riguarda proprio il campanile della chiesa.
«Le telecamere sarebbero un bel deterrente - ribadisce Succi - e l’amministrazione comunale si è presa un impegno. Nel caso specifico della Maestà, speriamo che si tratti di una ragazzata e non di un atto sacrilego. In ogni caso, è un sinonimo del degrado a cui siamo arrivati. È davvero triste pensare che qualcuno faccia episodi così, che non devono assolutamente passare inosservati». Ecco perché c’è l’intenzione di sporgere denuncia.
«Le persone sono scoraggiate nel compierle - assicura il parrocchiano - ma non se non si fanno è la fine: si guardano i dati ufficiali e basta. Speriamo che chi ha fatto il gesto capisca. In un caso del genere, farei tenere pulita per un mese tutta l’area dove c’è la Maestà». (g.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
