Via Emilia Est, la ciclabile passa “l’esame Arletti”
Il consigliere Pd e presidente della Rete città sane l’ha percorsa in bici a Pasqua «I disagi per gli utenti passeranno in fretta. Guardate la Giardini: ora è rinata»
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Lei la pista ciclabile l'ha già provata, inforcando la bici il giorno di Pasqua e documentando tutto sul suo profilo Facebook, invitando i cittadini a testare il “pezzo di spazio pubblico guadagnato”.
Simona Arletti, consigliere comunale del Pd e presidente nazionale della Rete città sane, interviene così sulla pista ciclabile in via di realizzazione sulla via Emilia Est e sulle perplessità dei commercianti e del presidente degli Amici della bicicletta Castelli.
Il presidente della Fiab sostiene che la pista avrebbe avuto più senso se realizzata su entrambi i lati della via Emilia...
«Intanto credo che la Fiab, come tutti gli amanti della bici, come la sottoscritta, dovrebbe considerare una conquista positiva il fatto che sull'asse principale della viabilità sia stata realizzata una corsia preferenziale dedicata ai ciclisti e pedoni, riservando uno spazio pubblico fino a ieri usato dalle auto per parcheggiare. Sulla possibilità di realizzazione della ciclabile su entrambi i lati, che sarebbe chiaramente più comoda per i ciclisti, credo dobbiamo renderci conto che quello è un asse molto sfruttato, quindi due corsie avrebbero sicuramente comportato la perdita di ulteriori 50-60 centimetri: una cosa residuale in un comparto nuovo, ma dove devono convivere bus e corsie preferenziali, auto in sosta e in moto, ciclisti e pedoni, anche mezzo metro è importante per distribuire al meglio lo spazio pubblico».
Anche i commercianti si lamentano per i disagi del cantiere e per il caos pedoni-ciclisti, ancora confusi tra marciapiede e ciclabile.
«Io ho approfittato della bella giornata di Pasqua e ho visto che stanno finendo la segnaletica a terra, che chiarisce meglio l'uso degli spazi. Sui disagi per i lavori posso comprendere i commercianti, ma vale quanto abbiamo sperimentato in altri tratti stradali densamente abitati, come viale Amendola o via Giardini, dove dai disagi temporanei siamo passati a una situazione di riqualificazione della strada che permette agli utenti di avere più spazio e tempo per osservare le vetrine e incontrare le persone, con notevoli vantaggi per i commercianti, quindi ci vuole solo un po' di pazienza. Piuttosto, invito caldamente l'amministrazione ad accantonare le risorse per dare continuità all'asse ciclabile da via San Giovanni Bosco a via del Pozzo, perché è una priorità cittadina il completamento di quel tratto. E i dati che emergono applicando il sistema di stima guadagni in salute 'Heat' studiato dall'Oms sul tratto di ciclabile di via Moreali dimostrano che gli investimenti in ciclabilità si decuplicano in risparmi sulla salute pubblica».
Adesso c'è la via Emilia, ma prima era stata la via Giardini a finire al centro delle polemiche per la pista ciclabile. Ora le cose vanno meglio?
«Io frequento spesso quella ciclabile dal polo scolastico Leonardo al centro storico e mi pare le cose vadano decisamente meglio. Certo, la realizzazione della connessione su viale Barozzi sarà un ulteriore motivo di frequentazione di quella pista. Alla Fiab rivolgerei un caldo invito: tornino a partecipare al tavolo sulla mobilità che hanno abbandonato perché il loro contributo critico, sia di idee sia fattivo nel monitoraggio dei passaggi sulle ciclabili realizzate, e importante, per non parlare del Pums, il Piano urbano di mobilità sostenibile, che li riguarda da vicino».
Luca Gardinale
Simona Arletti, consigliere comunale del Pd e presidente nazionale della Rete città sane, interviene così sulla pista ciclabile in via di realizzazione sulla via Emilia Est e sulle perplessità dei commercianti e del presidente degli Amici della bicicletta Castelli.
Il presidente della Fiab sostiene che la pista avrebbe avuto più senso se realizzata su entrambi i lati della via Emilia...
«Intanto credo che la Fiab, come tutti gli amanti della bici, come la sottoscritta, dovrebbe considerare una conquista positiva il fatto che sull'asse principale della viabilità sia stata realizzata una corsia preferenziale dedicata ai ciclisti e pedoni, riservando uno spazio pubblico fino a ieri usato dalle auto per parcheggiare. Sulla possibilità di realizzazione della ciclabile su entrambi i lati, che sarebbe chiaramente più comoda per i ciclisti, credo dobbiamo renderci conto che quello è un asse molto sfruttato, quindi due corsie avrebbero sicuramente comportato la perdita di ulteriori 50-60 centimetri: una cosa residuale in un comparto nuovo, ma dove devono convivere bus e corsie preferenziali, auto in sosta e in moto, ciclisti e pedoni, anche mezzo metro è importante per distribuire al meglio lo spazio pubblico».
Anche i commercianti si lamentano per i disagi del cantiere e per il caos pedoni-ciclisti, ancora confusi tra marciapiede e ciclabile.
«Io ho approfittato della bella giornata di Pasqua e ho visto che stanno finendo la segnaletica a terra, che chiarisce meglio l'uso degli spazi. Sui disagi per i lavori posso comprendere i commercianti, ma vale quanto abbiamo sperimentato in altri tratti stradali densamente abitati, come viale Amendola o via Giardini, dove dai disagi temporanei siamo passati a una situazione di riqualificazione della strada che permette agli utenti di avere più spazio e tempo per osservare le vetrine e incontrare le persone, con notevoli vantaggi per i commercianti, quindi ci vuole solo un po' di pazienza. Piuttosto, invito caldamente l'amministrazione ad accantonare le risorse per dare continuità all'asse ciclabile da via San Giovanni Bosco a via del Pozzo, perché è una priorità cittadina il completamento di quel tratto. E i dati che emergono applicando il sistema di stima guadagni in salute 'Heat' studiato dall'Oms sul tratto di ciclabile di via Moreali dimostrano che gli investimenti in ciclabilità si decuplicano in risparmi sulla salute pubblica».
Adesso c'è la via Emilia, ma prima era stata la via Giardini a finire al centro delle polemiche per la pista ciclabile. Ora le cose vanno meglio?
«Io frequento spesso quella ciclabile dal polo scolastico Leonardo al centro storico e mi pare le cose vadano decisamente meglio. Certo, la realizzazione della connessione su viale Barozzi sarà un ulteriore motivo di frequentazione di quella pista. Alla Fiab rivolgerei un caldo invito: tornino a partecipare al tavolo sulla mobilità che hanno abbandonato perché il loro contributo critico, sia di idee sia fattivo nel monitoraggio dei passaggi sulle ciclabili realizzate, e importante, per non parlare del Pums, il Piano urbano di mobilità sostenibile, che li riguarda da vicino».
Luca Gardinale
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