Bagarre sul giudice di pace Sestola e Polinago si sfilano
I due Comuni non vogliono pagare il servizio riattivato dal 2 gennaio a Pavullo Il presidente Bonucchi: «Salta la solidarietà civile». L’avvocato Gianelli: «Pazzesco»
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PAVULLO. Sestola e Polinago ancora sulle barricate “contro” il giudice di pace, per cui non vogliono scucire un euro. E questo fa rimettere in discussione il servizio che Pavullo ha appena riconquistato, generando un “caso” in Unione.
I fatti sono noti: dal 2 gennaio è stato riattivato, dopo più di tre anni, l’ufficio nella palazzina di via Marchiani 87 in ambienti totalmente rinnovati. I Comuni di Pavullo e Serra hanno entrambi messo a disposizione una persona debitamente formata per le mansioni di cancelleria e il Tribunale ha assegnato la sede all’avvocato Nadia Trifirò. Ciò a seguito dell’istanza presentata nel luglio 2015 dall’allora presidente dell’Unione del Frignano Romano Canovi, con uno sforzo economico notevole: 102mila euro tra spese di personale e di locali, di cui 40mila a carico di Pavullo, 20mila di Serra e il resto diviso tra gli altri otto Comuni dell’Unione più Montese.
Ma già allora Sestola e Polinago si sfilarono dal contributo, giudicando ingiusto fare pagare agli enti locali un servizio di competenza statale. Si contava però che con la partenza le posizioni sarebbero state riviste. E invece no: i due Comuni rimangono sulle loro non prevedendo nei bilanci appena approvati alcuna spesa alla voce “giudice di pace”.
«I cittadini pagano già le tasse allo Stato e lo Stato deve provvedere - ha detto in Consiglio il sindaco di Sestola Marco Bonucchi - è questo il senso della battaglia che ho fatto in Unione sul giudice di pace e che rinnovo».
«Non c’è un cittadino di Polinago che mi abbia chiesto del giudice di pace - rilancia il sindaco Gian Domenico Tomei – L’hanno voluto rimettere, ma non mi pare che sia un servizio molto utilizzato: forse bisogna rifletterci su».
Ora il giudice viene un giorno al mese per le udienze penali e due per quelle civili, ma si porta comunque il lavoro a casa in un contesto di rodaggio, perché il giro di pratiche è da riavviare.
«In ogni caso non ci sta che due Comuni si sfilino così da un impegno in Unione - ribatte il presidente Leandro Bonucchi - perché il principio solidale vuole che tutti partecipino alle necessità di tutti. Altrimenti la volta che servirà qualcosa di specifico per Sestola e Polinago gli altri potrebbero dire di no. A fine anno tireremo le fila e ognuno sarà responsabile delle sue scelte...».
«Sarebbe da fuori di testa rinunciare al giudice di pace adesso - tuona l’avvocato pavullese Fausto Gianelli - quando il progetto di riforma appena presentato vede ampliato, in ambito civile, da 5 a 50mila euro il suo range di competenza nei sinistri stradali e da 10 a 20mila negli altri casi. Più l’introduzione di nuove competenze penali. Il carico di lavoro sarà triplicato, e noi saremmo i primi in Italia a fare marcia indietro: una follia».
Daniele Montanari
I fatti sono noti: dal 2 gennaio è stato riattivato, dopo più di tre anni, l’ufficio nella palazzina di via Marchiani 87 in ambienti totalmente rinnovati. I Comuni di Pavullo e Serra hanno entrambi messo a disposizione una persona debitamente formata per le mansioni di cancelleria e il Tribunale ha assegnato la sede all’avvocato Nadia Trifirò. Ciò a seguito dell’istanza presentata nel luglio 2015 dall’allora presidente dell’Unione del Frignano Romano Canovi, con uno sforzo economico notevole: 102mila euro tra spese di personale e di locali, di cui 40mila a carico di Pavullo, 20mila di Serra e il resto diviso tra gli altri otto Comuni dell’Unione più Montese.
Ma già allora Sestola e Polinago si sfilarono dal contributo, giudicando ingiusto fare pagare agli enti locali un servizio di competenza statale. Si contava però che con la partenza le posizioni sarebbero state riviste. E invece no: i due Comuni rimangono sulle loro non prevedendo nei bilanci appena approvati alcuna spesa alla voce “giudice di pace”.
«I cittadini pagano già le tasse allo Stato e lo Stato deve provvedere - ha detto in Consiglio il sindaco di Sestola Marco Bonucchi - è questo il senso della battaglia che ho fatto in Unione sul giudice di pace e che rinnovo».
«Non c’è un cittadino di Polinago che mi abbia chiesto del giudice di pace - rilancia il sindaco Gian Domenico Tomei – L’hanno voluto rimettere, ma non mi pare che sia un servizio molto utilizzato: forse bisogna rifletterci su».
Ora il giudice viene un giorno al mese per le udienze penali e due per quelle civili, ma si porta comunque il lavoro a casa in un contesto di rodaggio, perché il giro di pratiche è da riavviare.
«In ogni caso non ci sta che due Comuni si sfilino così da un impegno in Unione - ribatte il presidente Leandro Bonucchi - perché il principio solidale vuole che tutti partecipino alle necessità di tutti. Altrimenti la volta che servirà qualcosa di specifico per Sestola e Polinago gli altri potrebbero dire di no. A fine anno tireremo le fila e ognuno sarà responsabile delle sue scelte...».
«Sarebbe da fuori di testa rinunciare al giudice di pace adesso - tuona l’avvocato pavullese Fausto Gianelli - quando il progetto di riforma appena presentato vede ampliato, in ambito civile, da 5 a 50mila euro il suo range di competenza nei sinistri stradali e da 10 a 20mila negli altri casi. Più l’introduzione di nuove competenze penali. Il carico di lavoro sarà triplicato, e noi saremmo i primi in Italia a fare marcia indietro: una follia».
Daniele Montanari
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