Chirurgia della mano Policlinico ammette: «Un anno di attesa»
Ma le liste si sono dimezzate rispetto al 2015: «La struttura è di eccellenza e i casi urgenti sono curati nei tempi giusti»
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Un anno di attesa per una visita a chirurgia della mano? Già, succede a Modena, come confermato dalla stessa azienda ospedaliera dopo il nostro articolo di domenica. Troppo. Troppo anche se la visita non era urgente. Troppo per la sanità che la Regione sbandiera: «La Struttura Complessa di Chirurgia della Mano, diretta dal dottor Roberto Adani, è un centro di alta specializzazione di secondo livello, riferimento regionale e nazionale per patologie complesse - spiega il Policlinico in una nota - principalmente grandi traumi, oncologia e patologie malformative. Inoltre, l’Azienda ha attivato una convenzione per cui uno specialista della Chirurgia della Mano garantisce una consulenza presso gli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna. Di conseguenza, i tempi di risposta, sono fortemente influenzati dai volumi e dalla gravità clinica dei pazienti che accedono al centro: la priorità è assicurata ai traumi da Pronto Soccorso e alle urgenze; per le altre patologie, le liste di attesa di una struttura di alta specializzazione come la Chirurgia della Mano sono necessariamente più lunghe; per altro, se non particolarmente complesse, possono trovare risposta nella più ampia offerta di visite ortopediche che hanno tempi di attesa ricompresi nei 30 giorni in ogni distretto». Tutto giusto, ma non sufficiente. Qui non è in discussione la qualità del servizio, e proprio perchè si riconosce a Modena l’eccellenza, come tale dovrebbe essere trattata anche nei tempi di risposta, proprio per rispetto della professionalità degli stessi medici.
«Nel corso dell’ultimo anno - continua il Policlinico - è stato fatto uno sforzo per ridurre la lista di attesa per le prime visite, aumentando l’offerta settimanale di prime Cup che oggi sono ben 37; di queste sei posti settimanali sono dedicate alle urgenze che possono essere richieste dal medico di medicina generale o dallo specialista, barrando sulla richiesta il codice di priorità B. Questa particolare attenzione e l’aumento delle disponibilità di primo accessi hanno portato una riduzione della lista di attesa che dai 24 mesi del 2015 è scesa a circa 12 mesi per le prestazioni non urgenti. Presso il Policlinico è inoltre attivo un pronto Soccorso della Mano che garantisce ulteriori prestazioni oltre a quelle programmate. Per dare un’idea di questa attività si può dire che ogni giorno sono circa 40 i pazienti seguiti dai chirurghi della mano del Policlinico in attività Istituzionale, cioè quella che viene svolta con il Servizio Sanitario Nazionale. In questo contesto le visite oncologiche e le urgenze – sia quelle con accesso da Pronto Soccorso sia quelle richieste dal Medico di Medicina Generale o dallo Specialista nell’ambito dei percorsi di presa in carico per patologie complesse o che necessitano controlli periodici - vengono eseguite in pochi giorni».
La paziente, residente a Bologna, si era rivolta all’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena su segnalazione di un ortopedico di Bologna che non aveva indicato l’urgenza nella richiesta, da qui l’indicazione dello sportello di un’attesa di circa 12 mesi: «È stata contattata dagli uffici dall’Azienda e le è stata garantita la presa in carico del caso specifico nei tempi consoni alla tipologia di prestazione». Poi il tema della libera professione: un anno di attesa con il Cup, pochi giorni a pagamento. «È utile ricordare - chiude il Policlinico - che la libera professione assicura al paziente la scelta del medico e che quindi costituisce un’aggiunta dell’offerta assistenziale che è svolta secondo quanto previsto dalla legge, fuori orario di lavoro, e mai a scapito dell’attività istituzionale. Trattandosi di prestazioni a pagamento le richieste sono inferiori e questo spiega una lista di attesa più breve».
«Nel corso dell’ultimo anno - continua il Policlinico - è stato fatto uno sforzo per ridurre la lista di attesa per le prime visite, aumentando l’offerta settimanale di prime Cup che oggi sono ben 37; di queste sei posti settimanali sono dedicate alle urgenze che possono essere richieste dal medico di medicina generale o dallo specialista, barrando sulla richiesta il codice di priorità B. Questa particolare attenzione e l’aumento delle disponibilità di primo accessi hanno portato una riduzione della lista di attesa che dai 24 mesi del 2015 è scesa a circa 12 mesi per le prestazioni non urgenti. Presso il Policlinico è inoltre attivo un pronto Soccorso della Mano che garantisce ulteriori prestazioni oltre a quelle programmate. Per dare un’idea di questa attività si può dire che ogni giorno sono circa 40 i pazienti seguiti dai chirurghi della mano del Policlinico in attività Istituzionale, cioè quella che viene svolta con il Servizio Sanitario Nazionale. In questo contesto le visite oncologiche e le urgenze – sia quelle con accesso da Pronto Soccorso sia quelle richieste dal Medico di Medicina Generale o dallo Specialista nell’ambito dei percorsi di presa in carico per patologie complesse o che necessitano controlli periodici - vengono eseguite in pochi giorni».
La paziente, residente a Bologna, si era rivolta all’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena su segnalazione di un ortopedico di Bologna che non aveva indicato l’urgenza nella richiesta, da qui l’indicazione dello sportello di un’attesa di circa 12 mesi: «È stata contattata dagli uffici dall’Azienda e le è stata garantita la presa in carico del caso specifico nei tempi consoni alla tipologia di prestazione». Poi il tema della libera professione: un anno di attesa con il Cup, pochi giorni a pagamento. «È utile ricordare - chiude il Policlinico - che la libera professione assicura al paziente la scelta del medico e che quindi costituisce un’aggiunta dell’offerta assistenziale che è svolta secondo quanto previsto dalla legge, fuori orario di lavoro, e mai a scapito dell’attività istituzionale. Trattandosi di prestazioni a pagamento le richieste sono inferiori e questo spiega una lista di attesa più breve».
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