medolla
Fiamme al casolare, condannati
Per scaldarsi innescano l’incendio: un anno, ma c’è la prescrizione
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MEDOLLA. Vivevano in una casa colonica di via Montalbano e in una fredda notte del dicembre 2009 avevano deciso, per scaldarsi, di accendere un fuoco improvvisato. Una strategia che però non aveva dato i frutti sperati e che, anzi, aveva provocato un rogo devastante, capace di distruggere diversi suppellettili dell’abitazione, estendendosi poi anche all’intera barchessa. Per quella vicenda due magrebini, all’epoca dei fatti di 31 e 28 anni, erano stati denunciati per “danneggiamento seguito da incendio”. L’accusa, sostenuta dal pm Francesca Graziano, aveva delineato quanto avvenuto quella sera, portando come prove sia la relazione dei pompieri, che le testimonianze della proprietaria dell’abitazione colonica.
Ieri è arrivata la sentenza: i due piromani sono infatti stati condannati ad un anno cadauno. Difesi dagli avvocati Luca Artioli e Andrea Alberghini, i due imputati se la sono cavata con la pena sospesa. Potranno quindi rimanere liberi e continuare la loro vita che ora li vede residenti in Toscana e nel Veronese. Ma i due legali, fedeli al mandato ricevuto, si appelleranno. Tra qualche mese, infatti, scatterà la prescrizione del reato e allora si farà in modo di cancellare anche la pena inflitta dal tribunale di Modena. Artioli e Alberghini, come evidenziato in dibattimento, sono riusciti a convincere il giudice di come quell’incendio non fosse una strategia contro la padrona di casa, ma fosse imputabile ad una casualità. Non c’era quindi l’intenzione di danneggiare i suppellettili e neppure di devastare la barchessa per ritorsione; tutto va quindi ricondotto ad un errore nel volersi scaldare intorno ad un fuoco.(fd)
Ieri è arrivata la sentenza: i due piromani sono infatti stati condannati ad un anno cadauno. Difesi dagli avvocati Luca Artioli e Andrea Alberghini, i due imputati se la sono cavata con la pena sospesa. Potranno quindi rimanere liberi e continuare la loro vita che ora li vede residenti in Toscana e nel Veronese. Ma i due legali, fedeli al mandato ricevuto, si appelleranno. Tra qualche mese, infatti, scatterà la prescrizione del reato e allora si farà in modo di cancellare anche la pena inflitta dal tribunale di Modena. Artioli e Alberghini, come evidenziato in dibattimento, sono riusciti a convincere il giudice di come quell’incendio non fosse una strategia contro la padrona di casa, ma fosse imputabile ad una casualità. Non c’era quindi l’intenzione di danneggiare i suppellettili e neppure di devastare la barchessa per ritorsione; tutto va quindi ricondotto ad un errore nel volersi scaldare intorno ad un fuoco.(fd)
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