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Primarie Pd, sede gremita Iori coordina e Braglia sogna

Primarie Pd, sede gremita Iori coordina e Braglia sogna

PAVULLO. Sede pavullese del Pd gremita martedì sera per la riunione che ha visto la costituzione del Comitato locale a sostegno della candidatura di Matteo Renzi alle primarie del 30 aprile. Più di...

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PAVULLO. Sede pavullese del Pd gremita martedì sera per la riunione che ha visto la costituzione del Comitato locale a sostegno della candidatura di Matteo Renzi alle primarie del 30 aprile. Più di 70 persone si sono presentate (anche senza tessera di partito) per un confronto che ha visto la presenza, fra gli altri, del coordinatore provinciale Paolo Negro e del sindaco di Palagano Fabio Braglia, candidato per la montagna (Frignano più Valli Dolo e Dragone) per l’assemblea nazionale del partito.
Al termine del dibattito, risultato plebiscitario per Andrea Iori, che ha ottenuto 71 voti su 73 (due astenuti) diventando coordinatore del Comitato “Pavullo per Renzi”. È la quarta volta per lui nell’ambito della sfida primarie, dato che è già stato coordinatore due volte per Renzi e una volta per Matteo Richetti, portando sempre i candidati alla vittoria nel contesto locale: «Mi ha fatto veramente felice un risultato così - sottolinea Iori - non tanto per la carica, che è sostanzialmente tecnica, quanto per l’eccezionale riconoscimento al gruppo che ha lavorato con me dal 2011, ragazzi che tra banchetti e volantinaggio si sono spesi tantissimo a titolo di volontariato. E vedere una sede Pd stracolma, con gente stipata fin nei corridoi, è un bel segnale in tempi di disaffezione alla politica. Ora diamo al massimo in dieci giorni che saranno intensissimi».
Ovviamente sabato il gruppo sarà già mobilitato al mercato per volantinaggio e campagna a pieno regime. Impegno tosto in questi giorni anche per Braglia, che è in pole per l’assemblea nazionale del partito, visto che a livello provinciale è terzo in una lista di otto persone (per la montagna c’è anche la pavullese Stefania Cargioli, ma ottava) delle quali il 60% verrà eletto se vince Renzi. «Ho accettato non per aspirazioni personali - tiene a precisare - ma solo con la speranza di avere uno spazio per fare sentire a Roma i problemi dei nostri territori. E di poter contribuire, da dentro, a cambiare le cose in questo mondo politico spesso difficile da capire».(d.m.)

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