Puntualità nei pagamenti: Modena al vertice in Italia
È la seconda provincia in regione, l’Emilia Romagna al secondo posto nazionale L’Ad Preti: «Le aziende emiliane sono affidabili dal punto di vista commerciale»
Modena al secondo posto in regione per la puntualità nei pagamenti da parte delle imprese nel primo trimestre 2017. I numeri che fotografano la puntualità nei pagamenti commerciali delle imprese evidenziano che Modena si può ritenere fra le più virtuose in ambito nazionale perché le aziende emiliano romagnole fanno parte della regione che si piazza al secondo posto in Italia dopo il Veneto.
I numeri, aggiornati a marzo 2017, emergono dallo studio sui pagamenti realizzato da Cribis, la società del gruppo Crif specializzata nelle business information, che periodicamente analizza i comportamenti di pagamento di tutte le imprese italiane.
In regione le più puntuali sono a Forlì e Cesena, con una percentuale di pagamenti virtuosi del 49%, poi ci sono quelle di Modena (47,5%), Piacenza (45,7%), Bologna (45,4%), Reggio Emilia (45,2%), Ferrara (44,8%), Parma (43,2%), Ravenna (43,1%) e Rimini (38,8%).
In Emilia Romagna il 44,8% delle 401.200 imprese infatti ha saldato alla scadenza le fatture, il 47,2% entro il mese, solo l'8% oltre i trenta giorni di ritardo. In un solo anno sono calati del 9,1% i ritardi gravi nei pagamenti, uno dei principali indicatori dello stato di salute delle imprese. Tuttavia, rispetto al 2010, i ritardi gravi delle imprese emiliane sono aumentati del 70,2%, quelli alla scadenza hanno registrato una crescita del 9,8%.
«Le imprese emiliane, come evidenziano i nostri dati - dice Marco Preti, Ad Cribis - godono di ottima salute e sono affidabili dal punto di vista commerciale. Ci sono importanti segnali di miglioramento nei ritardi di pagamento e in un solo anno sono calati del 9,1% i pagamenti giunti con grave ritardo. Va sicuramente interpretato come un indicatore del miglioramento dello stato di salute delle imprese emiliane». Anche i fallimenti mostrano ormai da un paio d'anni una costante riduzione, tuttavia le stesse aziende «mettono in evidenza - dice ancora Preti - che in questi anni hanno dovuto fronteggiare una situazione difficile, con una riduzione del giro d'affari e una crescita dei ritardi nei pagamenti e degli insoluti. È quindi la dimostrazione di come la gestione del credito commerciale sia diventata un fattore centrale della vita aziendale, insieme alla qualità dei prodotti e alle strategie commerciali».
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