dopo le critiche di fi e mdp
Seta va in trincea e respinge le accuse
Erano anni che in Seta a Modena non si registrava un clima così pesante, con una dirigenza, la nuova dirigenza, introdotta con la benedizione di Gian Carlo Muzzarelli, che si dimostra incapace di...
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Erano anni che in Seta a Modena non si registrava un clima così pesante, con una dirigenza, la nuova dirigenza, introdotta con la benedizione di Gian Carlo Muzzarelli, che si dimostra incapace di gestire la vertenza sindacale. Una vertenza clamorosamente dura, al punto da spingere le forze politiche trasversali, dal centro destra al centro sinistra, scendere in campo (addirittura con pagine di giornali acquistate) con pubblici appelli all’amministrazione comunale, chiamata a supplire alle lacune gestionali dei vertici dell’azienda dei trasporti pubblici.
Una situazione imbarazzante, di fronte alla quale, i vertici Seta ieri hanno deciso di rispondere, punto su punto, in modo piccato, dimostrando di non gradire chi dall’esterno “ficca il naso” nelle vicende aziendali interne. Vicende rispetto alle quali i vertici Seta si autoassolvono scaricando tutte le colpe sugli autisti.
In una lunga nuova nota diffusa ieri, la Spa che serve anche Reggio e Piacenza, presieduta da Vanni Bulgarelli e diretta da Roberto Badalotti, assicura: «Non siamo in una situazione di criticità tale da richiedere azioni o tavoli straordinari, come da qualcuno evocati».
Così, per replicare a quelle che definisce «ripetute dichiarazioni denigratorie di alcuni sindacalisti» così come agli interventi di commentatori esterni poco o male informati sulla questione», si avvisa, ancora una volta, «su un concetto di base: in vista della prossima gara per il servizio territoriale verso la fine dell'anno, che potrà o meno essere vinta da Seta, è bene tutelare l'occupazione tramite l'armonizzazione dei contratti dei dipendenti tuttora diversi da bacino a bacino». Anche per questo «è davvero incomprensibile continuare su una linea che guarda al passato e non si rende conto di quanto potrà avvenire nei prossimi mesi» fa sapere Seta a sindacati confederali e autonomi chiosando: «Non siamo più la vecchia azienda municipalizzata del Comune e della provincia». Sul tormentone dei carichi di lavoro, ad esempio, l'azienda precisa ripetendo la consueta tesi che, part-time esclusi, «il 94% degli autisti di Modena fa meno di 8 ore al giorno», intendendo come carichi di lavoro i tempi di guida e i tempi accessori non di guida. E serve più elasticità. Torna poi il problema delle discrepanze tra bacino e bacino: a Modena la disponibilità oraria di durata del turno, calcola Seta, è sensibilmente inferiore agli altri bacini, così come le ore annuali medie di lavoro effettivo (tempi di guida e soste ai capolinea) sono meno di 1.300. Sulla trattativa sindacale, Seta rivendica un certo dialogo (fino al 2015 ci sono stati 56 incontri, senza esito positivo, in poco più di un anno ne sono seguiti altri 17) e conferma, dopo lo sciopero del 24 aprile, l'intenzione di riprendere il tavolo. Infine ricorda i numeri, che intanto, sono migliorati: l'esercizio 2016 sarà chiuso con un risultato positivo. «Nel solo 2016 sono state assunte 51 persone, ed è stato sottoscritto il nuovo contratto nazionale c con aumenti medi di 100 euro mensili. Viene ricordato l’accordo con rinoscimento economico per i neoassunti e il premio di produzione aumentato rispetto al passato. Tutti successi che, evidentemente, non sono visti come tali dagli autisti, visto che prosegue la dura lotta sindacale.
Quanto agli straordinari imposti, sono motivati con il fatto che gli autisti modenesi sono ricorsi eccessivamente alle malattie, sulle quali Seta non nasconde i suoi sospetti.
Nessun cenno e spiegazione, infine, sul fatto che chi si rifiuta di fare straordinari viene punito con sospensione dal lavoro.
Una situazione imbarazzante, di fronte alla quale, i vertici Seta ieri hanno deciso di rispondere, punto su punto, in modo piccato, dimostrando di non gradire chi dall’esterno “ficca il naso” nelle vicende aziendali interne. Vicende rispetto alle quali i vertici Seta si autoassolvono scaricando tutte le colpe sugli autisti.
In una lunga nuova nota diffusa ieri, la Spa che serve anche Reggio e Piacenza, presieduta da Vanni Bulgarelli e diretta da Roberto Badalotti, assicura: «Non siamo in una situazione di criticità tale da richiedere azioni o tavoli straordinari, come da qualcuno evocati».
Così, per replicare a quelle che definisce «ripetute dichiarazioni denigratorie di alcuni sindacalisti» così come agli interventi di commentatori esterni poco o male informati sulla questione», si avvisa, ancora una volta, «su un concetto di base: in vista della prossima gara per il servizio territoriale verso la fine dell'anno, che potrà o meno essere vinta da Seta, è bene tutelare l'occupazione tramite l'armonizzazione dei contratti dei dipendenti tuttora diversi da bacino a bacino». Anche per questo «è davvero incomprensibile continuare su una linea che guarda al passato e non si rende conto di quanto potrà avvenire nei prossimi mesi» fa sapere Seta a sindacati confederali e autonomi chiosando: «Non siamo più la vecchia azienda municipalizzata del Comune e della provincia». Sul tormentone dei carichi di lavoro, ad esempio, l'azienda precisa ripetendo la consueta tesi che, part-time esclusi, «il 94% degli autisti di Modena fa meno di 8 ore al giorno», intendendo come carichi di lavoro i tempi di guida e i tempi accessori non di guida. E serve più elasticità. Torna poi il problema delle discrepanze tra bacino e bacino: a Modena la disponibilità oraria di durata del turno, calcola Seta, è sensibilmente inferiore agli altri bacini, così come le ore annuali medie di lavoro effettivo (tempi di guida e soste ai capolinea) sono meno di 1.300. Sulla trattativa sindacale, Seta rivendica un certo dialogo (fino al 2015 ci sono stati 56 incontri, senza esito positivo, in poco più di un anno ne sono seguiti altri 17) e conferma, dopo lo sciopero del 24 aprile, l'intenzione di riprendere il tavolo. Infine ricorda i numeri, che intanto, sono migliorati: l'esercizio 2016 sarà chiuso con un risultato positivo. «Nel solo 2016 sono state assunte 51 persone, ed è stato sottoscritto il nuovo contratto nazionale c con aumenti medi di 100 euro mensili. Viene ricordato l’accordo con rinoscimento economico per i neoassunti e il premio di produzione aumentato rispetto al passato. Tutti successi che, evidentemente, non sono visti come tali dagli autisti, visto che prosegue la dura lotta sindacale.
Quanto agli straordinari imposti, sono motivati con il fatto che gli autisti modenesi sono ricorsi eccessivamente alle malattie, sulle quali Seta non nasconde i suoi sospetti.
Nessun cenno e spiegazione, infine, sul fatto che chi si rifiuta di fare straordinari viene punito con sospensione dal lavoro.
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