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L’ex cinema Ariston resta abbandonato 

L’ex cinema Ariston resta abbandonato 

Il caso arriva in consiglio comunale ma l’assessore Vandelli precisa: «Se ne riparlerà col nuovo Psc»

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L’area dell’ex cinema Ariston, 7mila metri quadrati di verde tra le vie Guarini, della Pace e Venturi, da anni in degrado resterà al momento in questa condizione. Ieri in consiglio comunale c’è stato uno scambio di accuse sul tema tra il vicecapogruppo di Forza Italia Adolfo Morandi, che con una interrogazione domandava perché l’area da decenni fosse in abbandono, e l’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli. La posizione del Comune è chiara: l’eventuale edificabilità dell’area dell’ex cinema «verrà valutata - dice Vandelli - nell’ambito del percorso di definizione del nuovo Piano urbanistico, dopo che l’assessorato avrà svolto gli approfondimenti sulla qualità ambientale del quartiere Buon Pastore e sarà stata stabilita l’introduzione dei nuovi paradigmi urbanistici».
La risposta “burocratica” non è piaciuta a Morandi. Sono quindi volate parole pesanti, quando quest’ultimo ha definito “indecorosa la risposta” della amministratrice che se l’è presa e ha invita il consigliere a moderare i termini. Vandelli aveva appena fatto la lunga storia di questa importante area verde privata, dal 2000 parte del piano particolareggiato “Desideri nel verde” approvato dalla giunta addirittura nel 1989. Stava cadendo il muro di Berlino e a 17 anni dalla approvazione del Piano - poi di fatto abbandonato - tutto è ancora fermo. Spiega Morandi: «Di recente questa area degradata è stata utilizzata da ladri per entrare in abitazioni vicine, un fatto da non sottovalutare visto che siamo in una zona di pregio della città. A distanza di anni, però, occorre sciogliere i lacci del Psc e la Vandelli ha la piena responsabilità di tutto ciò visto che la giunta si vanta di propendere per il recupero e elasticità amministrativa. Tutto però è fermato dal Comune da 17 anni e non si dica che si vuole mantenere il verde per questa questione di permeabilità dei terreni visto che la zona è piena di giardini privati e di parchi pubblici. L’assessore non dice tutto il vero». La Vandelli aveva appena spiegato come “Desideri nel verde” avesse «l’obiettivo di realizzare aree verdi di quartiere, considerato carente da questo punto di vista. Lo strumento prevedeva la cessione al Comune delle aree di proprietà privata in cambio di benefici urbanistici da definire in accordo con i privati. Pochi proprietari hanno sottoscritto l’accordo con il Comune e anche per l’area in esame, dove era anche previsto un chiosco di 50 metri quadri, non è stata trovata una soluzione condivisa». (s.l.)

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