«Non possiamo rischiare il degrado all’ex Alcatraz»
L’assessore sui progetti: «L’idea di un deposito di biciclette in piazza Mazzini è improbabile. Finalmente sono partiti i lavori al casello di Modena Nord»
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L’agenda è fitta, il tavolo carico di carte e progetti, anche se le soluzioni non ci sono ancora tutte. L’assessore Gabriele Giacobazzi, tra patrimonio e lavori pubblici, non si annoia e deve fare i conti spesso con progetti dai percorsi tortuosi. Sta al suo posto nella giunta Muzzarelli, con il sindaco che sa bene come, in ottica di un eventuale rimpasto che arriverà ad ore, avere un Giacobazzi in meno significherebbe avere anche non uno ma diversi problemi in più.
L’assessore ha le sue idee, e non è detto che sempre collimino con quelle del sindaco e della collega all’urbanistica Anna Maria Vandelli. Questo, nei mesi scorsi, è stato il problema più grande in giunta: a forza di pensieri diversi, Modena rischia di non avere un’idea precisa. Quelle di Giacobazzi sono chiare. A cominciare da piazza Mazzini.
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Assessore Giacobazzi, tutto dipende ancora dalla Soprintendenza?
«Certo, il vincolo non è trascurabile, sia esso molto rigido o più largo, comunque è da mettere a sistema con la nostra idea di progetto».
Il rischio è che ci si trovi di fronte all’ennesimo annuncio che non può avere seguito.
«Su quella piazza ci sono lavori chiari da fare, come la pavimentazione e la risistemazione del verde. Ci sono attività commerciali che hanno bisogno di risposte. Noi lo sappiamo e vogliamo che tutto avvenga secondo le regole e in tempi rapidi».
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Si è parlato del progetto per l’ex Diurno che contempli un deposito biciclette.
«Sono piuttosto perplesso, non so da dove provenga questa idea ma per una volta posso dire che sono d’accordo con la Fiab: se c’è un vincolo, non penso che un deposito di biciclette lo possa ovviare. Poi come ce le mettiamo le biciclette sotto terra? Certamente con una infrastruttura. Non mi pare una cosa probabile...».
A proposito di luoghi: nella mappa delle cose da fare un grosso punto interrogativo è sul direzionale Manfredini, l’ex Alcatraz del Banco San Geminiano e San Prospero. Quante possibilità ci sono di un suo recupero?
«Non è mia materia diretta, posso solo dire che in questo caso l’interlocutore non è il Comune essendo l’immobile di proprietà di un privato. Tutti i discorsi di riqualificazione sono tramontati: si era parlato di uffici comunali, di Ausl, scenari ad oggi non percorribili».
Quindi cosa si può fare?
«Non mi risulta che ci siano accelerazioni da parte dei proprietari con nuovi progetti. Possiamo solo sperare che i proprietari continuino a dare il loro contributo con il servizio di vigilanza e di manutenzione. Senza quello il palazzo rischierebbe di cadere nel degrado e Modena non se lo può permettere».
Esiste la possibilità di una riconversione di quello spazio?
«Dal punto di vista immobiliare è molto difficile, così come un’idea di residenza: i prezzi del mercato sono molto cambiati».
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In questi giorni di incidenti stradali in autostrada il traffico in città si è più volte congestionato: è partito il cantiere al casello di Modena Nord?
«Sì e sta rispettando i tempi. Finalmente possiamo dire che quella zona subirà una trasformazione positiva. Modena ne ha troppo bisogno, anche in vista dei grandi eventi che ci saranno».
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A proposito: Vasco? Il cantiere non potrà creare ulteriori disagi.
«Al tavolo di coordinamento dell’evento c’è anche Società Autostrade per tutto quello che riguarderà la viabilità di quei giorni. Forzatamente si dovranno utilizzare anche i caselli di Carpi e Reggio Emilia, altrimenti Modena si bloccherà. Sappiamo che i disagi ci saranno e che in quei giorni i modenesi dovranno fare i conti con un evento di portata internazionale. Inutile negare complicazioni, succede così ovunque. Sarà fondamentale diluire il più possibile l’arrivo delle persone a Modena, così come la loro ripartenza».
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A proposito di tempi, come procede il bando periferie nella zona ex Mercato Bestiame?
«Galoppa, perchè abbiamo delle scadenze da rispettare. Spero che presto si possa vedere come l’area verrà riqualificata».
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