Palagano sotto choc: «Guigli? Incredibile Una brava persona»
di Daniele Montanari
Le voci fuori dal coro: «Di queste inchieste l’Italia è piena» Il sindaco Braglia: «Spero dimostri la sua innocenza»
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PAVULLO. Stupore e incredulità. Così ieri mattina la piccola comunità di Palagano ha accolto la notizia degli arresti domiciliari al suo ex sindaco Domenico Guigli. Perché si tratta di un vero pezzo di storia amministrativa locale, sindaco per otto anni dal 1993 al 2001 (prima con la Dc poi con una civica) e ancora vice per il centrosinistra di Paolo Galvani quindi capogruppo di opposizione dal 2011 al 2016, quando ha annunciato l’abbandono della politica in polemica con Pd, “reo” di non averlo sostenuto abbastanza nel 2011 puntando invece su Fabio Braglia. Insomma, una persona che tutti conoscono, ma in cui nessuno riconosce un possibile corruttore.
«Io cado dalle nuvole - dice Annamaria Digani - sono originaria di Boccassuolo dove abita lui e ricordo che da sindaco ha fatto tante cose per la frazione, e sempre da persona onesta, come lo è sempre stata tutta la sua famiglia».
«Una persona corretta e onesta - ribadisce Dervina Salvatori del Bar Sport - quando è stato amministratore si è sempre comportato in maniera più che degna. Poi non so nulla di questa inchiesta, non mi esprimo».
«Conosco la sua famiglia da quando ero una bambina - ricorda Lausa Rioli della macelleria - e posso dirne solo bene. I miei genitori hanno avuto rapporti di lavoro con i suoi, e non c’è mai stata una virgola di contrarietà. E quando lui è stato sindaco ha sempre cercato di fare del bene per il paese, disponibile con tutti. Poi so che ha lavorato per una ditta, e lì non posso dir niente. Ma per la mia esperienza lo ritengo una persona ottima». «E che ha anche educato i figli in modo esemplare», aggiunge Cristiana mentre fa acquisti.
Sulla stessa linea Cleto Galvani del negozio di alimentari: «È sempre stato una brava persona da sindaco, non si può dire niente su questo. Poi non so cos’abbia fatto dopo e cosa gli contestino i magistrati».
Chi lo conosce meno, fa commenti più disillusi: «Non si sa cosa dire in queste situazioni - ammette Marino Albicini, di Polinago ma nativo di qui - si sentono tante notizie di questo tipo al telegiornale che ormai ci si fa l’abitudine. E alla fine non si sa cosa pensare. Mi auguro per lui che riesca a dimostrare la sua innocenza».
«Non lo conosco bene - spiega Marina Silvestrini del Mini Bar - e sul suo fatto specifico non mi esprimo. Dico solo che se ne sentono tante di notizie così in giro per l’Italia che viene da pensare ormai che nel nostro Paese sia normale pagare qualcosa se si vuole lavorare».
«La comunità di Palagano - dice il sindaco Fabio Braglia - si augura che Guigli possa dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati, preoccupata anche delle ripercussioni che potrebbero esserci per i lavoratori dell’impresa e dell’indotto, che contribuisce alla ricchezza del nostro territorio. A livello amministrativo, io e lui abbiamo avuto spesso diversità di vedute, ma nella normale dialettica politica. Qui le cose sono in mano alla Magistratura, in cui riponiamo massima fiducia auspicando che possa rapidamente accertare la verità».
«Io cado dalle nuvole - dice Annamaria Digani - sono originaria di Boccassuolo dove abita lui e ricordo che da sindaco ha fatto tante cose per la frazione, e sempre da persona onesta, come lo è sempre stata tutta la sua famiglia».
«Una persona corretta e onesta - ribadisce Dervina Salvatori del Bar Sport - quando è stato amministratore si è sempre comportato in maniera più che degna. Poi non so nulla di questa inchiesta, non mi esprimo».
«Conosco la sua famiglia da quando ero una bambina - ricorda Lausa Rioli della macelleria - e posso dirne solo bene. I miei genitori hanno avuto rapporti di lavoro con i suoi, e non c’è mai stata una virgola di contrarietà. E quando lui è stato sindaco ha sempre cercato di fare del bene per il paese, disponibile con tutti. Poi so che ha lavorato per una ditta, e lì non posso dir niente. Ma per la mia esperienza lo ritengo una persona ottima». «E che ha anche educato i figli in modo esemplare», aggiunge Cristiana mentre fa acquisti.
Sulla stessa linea Cleto Galvani del negozio di alimentari: «È sempre stato una brava persona da sindaco, non si può dire niente su questo. Poi non so cos’abbia fatto dopo e cosa gli contestino i magistrati».
Chi lo conosce meno, fa commenti più disillusi: «Non si sa cosa dire in queste situazioni - ammette Marino Albicini, di Polinago ma nativo di qui - si sentono tante notizie di questo tipo al telegiornale che ormai ci si fa l’abitudine. E alla fine non si sa cosa pensare. Mi auguro per lui che riesca a dimostrare la sua innocenza».
«Non lo conosco bene - spiega Marina Silvestrini del Mini Bar - e sul suo fatto specifico non mi esprimo. Dico solo che se ne sentono tante di notizie così in giro per l’Italia che viene da pensare ormai che nel nostro Paese sia normale pagare qualcosa se si vuole lavorare».
«La comunità di Palagano - dice il sindaco Fabio Braglia - si augura che Guigli possa dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati, preoccupata anche delle ripercussioni che potrebbero esserci per i lavoratori dell’impresa e dell’indotto, che contribuisce alla ricchezza del nostro territorio. A livello amministrativo, io e lui abbiamo avuto spesso diversità di vedute, ma nella normale dialettica politica. Qui le cose sono in mano alla Magistratura, in cui riponiamo massima fiducia auspicando che possa rapidamente accertare la verità».
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