LA POLEMICA
«Siamo dei volontari non sostituiamo il servizio pubblico»
«Il nostro compito, come volontari, non è quello di sostituirci completamente al Servizio sanitario». Lo ha affermato Giuliano Venturelli, medico volontariodi “Porta aperta”, notando come, per le...
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«Il nostro compito, come volontari, non è quello di sostituirci completamente al Servizio sanitario». Lo ha affermato Giuliano Venturelli, medico volontariodi “Porta aperta”, notando come, per le cure di persone senza fissa dimora, in Italia esistano alcune difficoltà: «Le aziende sanitarie faticano a offrire i servizi che come istituzioni spetterebbero loro. In Emilia Romagna parliamo del 60-70% di strutture sanitarie per extracomunitari o per persone senza fissa dimora demandate al volontariato. Alle Caritas, ma anche a tante associazioni di volontariato laiche». Eppure, ha ricordato: «I servizi sanitari rivolti a queste persone dovrebbero riguardare la struttura pubblica. La legislazione italiana è molto avanzata in questo senso: per la Costituzione e la legge 833 del '78 con l’istituzione del Servizio sanitario nazionale e soprattutto per la legge 286 del '98, che ha esteso il diritto alla salute a tutte le persone sul territorio, compresi gli immigrati senza regolare permesso di soggiorno». Riguardo ai servizi offerti dai volontari: «Noi da una parte ci sentiamo di poterli offrire, dall’altro però vogliamo richiamare l’attenzione delle persone sul fatto che tutti devono avere l’assistenza sanitaria e quindi noi possiamo collaborare con il Servizio sanitario nazionale, aiutarlo in questa situazione di difficoltà, ma non sostituirlo». (e.d.)
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