Vandelli: «Apriranno cinque baracchine»
L’assessore risponde in Consiglio: «Ridurremo l’impatto ambientale, si farà ma solo dopo il processo»
2 MINUTI DI LETTURA
Ieri si è discusso dei chioschi del Parco delle Rimembranze anche in consiglio comunale, dove c’è stato un botta e risposta tra l’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli e il consigliere di Forza Italia Adolfo Morandi con una interrogazione di quest’ultimo.
La linea del Comune non cambia, come ha ribadito l’assessore. Che però ha annunciato la possibilità che ci siano aperture estive lungo il Parco che continua a essere caratterizzato dal degrado degli scheletri in cemento armato sequestrati dalla Procura. Ma anche la parziale apertura di qualche attività non è una novità: i bar non interessati al processo anche la scorsa estate hanno lavorato con le vecchie strutture che dovevano essere riqualificate.
«L’obiettivo - spiega l’assessore Vandelli - alla fine del processo è fare riaprire un numero adeguato di attività che l’amministrazione ha quantificato in cinque. Riducendo però gli impatti delle strutture. Non abbiamo, però, alcuna trattativa in corso con il Tribunale mentre abbiamo un dialogo con i gestori anche se sono decorsi i termini temporali delle validità dei titoli urbanistici. Cerchiamo di cogliere le idee progettuali che arrivano dal confronto: ad esempio il progetto di Bobotti prevede ora i plinti facilmente rimovibili e la struttura prevista era realizzata in pannelli prefabbricati. I privati hanno ristretto al minimo le superfici, Bobotti da 6 a 4 moduli di cui 3 per i servizi indispensabili. Questo progetto lo stiamo valutando».
Anche se la situazione è al momento “congelata” dal processo, causato da chi ha permesso che la situazione arrivasse al punto di oggi, l’assessore conclude: «Lavoriamo per restituire alla città uno dei luoghi del passeggio storico, quello è il primo parco pubblico della città».
Il consigliere Morandi nella sua interrogazione alla giunta aveva spiegato: «Servirebbe anche un dialogo con la Soprintendenza (ma i vertici del tempo dell’ente sono coimputati del processo, ndr.) perché si spera sempre in una soluzione provvisoria visto che tutto è ancora fermo. È infatti evidente che la soluzione del Comune non è per nulla definita, sono tutte valutazioni lontane e non sufficientemente chiare, tutte da discutere e credo da affrontare anche con l’Ufficio di tutela dello Stato. Mi auguro che, se anche parziale o provvisoria, si riesca a trovare una soluzione per consentire una minima fruibilità del parco già da quest’estate».
Stefano Luppi
La linea del Comune non cambia, come ha ribadito l’assessore. Che però ha annunciato la possibilità che ci siano aperture estive lungo il Parco che continua a essere caratterizzato dal degrado degli scheletri in cemento armato sequestrati dalla Procura. Ma anche la parziale apertura di qualche attività non è una novità: i bar non interessati al processo anche la scorsa estate hanno lavorato con le vecchie strutture che dovevano essere riqualificate.
«L’obiettivo - spiega l’assessore Vandelli - alla fine del processo è fare riaprire un numero adeguato di attività che l’amministrazione ha quantificato in cinque. Riducendo però gli impatti delle strutture. Non abbiamo, però, alcuna trattativa in corso con il Tribunale mentre abbiamo un dialogo con i gestori anche se sono decorsi i termini temporali delle validità dei titoli urbanistici. Cerchiamo di cogliere le idee progettuali che arrivano dal confronto: ad esempio il progetto di Bobotti prevede ora i plinti facilmente rimovibili e la struttura prevista era realizzata in pannelli prefabbricati. I privati hanno ristretto al minimo le superfici, Bobotti da 6 a 4 moduli di cui 3 per i servizi indispensabili. Questo progetto lo stiamo valutando».
Anche se la situazione è al momento “congelata” dal processo, causato da chi ha permesso che la situazione arrivasse al punto di oggi, l’assessore conclude: «Lavoriamo per restituire alla città uno dei luoghi del passeggio storico, quello è il primo parco pubblico della città».
Il consigliere Morandi nella sua interrogazione alla giunta aveva spiegato: «Servirebbe anche un dialogo con la Soprintendenza (ma i vertici del tempo dell’ente sono coimputati del processo, ndr.) perché si spera sempre in una soluzione provvisoria visto che tutto è ancora fermo. È infatti evidente che la soluzione del Comune non è per nulla definita, sono tutte valutazioni lontane e non sufficientemente chiare, tutte da discutere e credo da affrontare anche con l’Ufficio di tutela dello Stato. Mi auguro che, se anche parziale o provvisoria, si riesca a trovare una soluzione per consentire una minima fruibilità del parco già da quest’estate».
Stefano Luppi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
