Guigli non risponde, Bertini si difende
di Daniele Montanari
Gli avvocati hanno chiesto la libertà per entrambi, ma solo il manager della Crovetti ha accettato di parlare con il giudice
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«Gli indagati sono entrambi da rimettere subito in libertà perché non sussiste per loro alcun pericolo di reiterazione del reato, inquinamento delle prove o fuga». È quanto hanno chiesto ieri in Tribunale a Firenze al gip Angelo Antonio Pezzuti gli avvocati Susanna Iori e Daniela Goldoni, a difesa dell’ex sindaco di Palagano Domenico Guigli, ex imprenditore della Stradedil di Boccassuolo, e del geometra Paolo Bertini, manager della ditta di costruzioni “Crovetti Dante” di Pievepelago. Entrambi ai domiciliari da mercoledì mattina a seguito delle indagini della Procura toscana sul presunto giro di tangenti e favori che coinvolge l’ex capo di compartimento Anas Toscana Antonio Mazzeo e l’ex capo servizio amministrativo Anas Toscana Roberto Troccoli, arrestati nel settembre 2015. Davanti ai giudici i due hanno tenuto posizioni differenti, in accordo con i loro legali: Guigli si è avvalso della facoltà di non rispondere, Bertini invece ha affrontato l’interrogatorio completo. «Il motivo per cui Guigli non ha parlato – spiega l’avvocato Iori - è molto semplice: abbiamo bisogno di conoscere nel dettaglio le carte per stendere una memoria difensiva che fughi ogni dubbio sulla sua innocenza. E parliamo di 26mila pagine di documenti da esaminare a cui abbiamo avuto accesso solo ora. Dobbiamo capire esattamente quali sono gli elementi d’accusa mossi nei suoi confronti, perché da quanto emerge dalla semplice ordinanza di custodia cautelare, ci sono diversi punti palesemente contraddittori nelle dichiarazioni di Troccoli, che lo chiama in ballo». Il legale evidenzia ad esempio come il famoso formaggio che Guigli gli avrebbe donato (e che lui ammette di aver portato quale semplice presente, negando davanti al suo legale qualsiasi corresponsione di denaro) nei verbali da una parte sia indicato assieme a 20mila euro di mazzetta (che secondo l’accusa Troccoli avrebbe poi diviso a metà con Mazzeo) e dall’altra senza. La consegna del formaggio è circostanziata in luogo e tempo, quella del denaro no (manca anche l’indicazione del latore). Un incontro con Guigli viene da lui inizialmente indicato alla stazione ferroviaria di Firenze, ma poi su osservazione dei pm (Giulio Monferini e Giuseppina Mione) è corretto in quella di Bologna. E altre incongruenze che hanno portato alla scelta di aspettare. Al momento però di identificare la sua posizione il 67enne Guigli ha tenuto a precisare con cura (diverse le domande del giudice in merito) che è in pensione e che dal settembre 2015 non ha più alcun ruolo in Stradedil, di cui adesso detiene solo una quota di minoranza del 9,5%.
«Non ha più nessun coinvolgimento aziendale da allora e tantopiù oggi – rimarca l’avvocato Goldoni – per questo non ci sono motivi per mantenere nei suoi confronti una misura cautelare così pesante come gli arresti domiciliari».
Il 53enne Bertini invece ha risposto (più di un’ora di interrogatorio per lui) fornendo al giudice la versione difensiva già anticipata nei giorni scorsi in merito al soggiorno da 2mila euro pagato a Mazzeo in un resort all’Abetone. Ha detto che si è trattato solo di una cortesia fatta nei suoi confronti anticipando soldi che poi lui gli ha ridato a Capodanno con un biglietto conservato. «Ed è provato – chiosa la Iori - che il saldo per la vacanza al resort è arrivato ai gestori direttamente dalle mani di Mazzeo».
«Non ha più nessun coinvolgimento aziendale da allora e tantopiù oggi – rimarca l’avvocato Goldoni – per questo non ci sono motivi per mantenere nei suoi confronti una misura cautelare così pesante come gli arresti domiciliari».
Il 53enne Bertini invece ha risposto (più di un’ora di interrogatorio per lui) fornendo al giudice la versione difensiva già anticipata nei giorni scorsi in merito al soggiorno da 2mila euro pagato a Mazzeo in un resort all’Abetone. Ha detto che si è trattato solo di una cortesia fatta nei suoi confronti anticipando soldi che poi lui gli ha ridato a Capodanno con un biglietto conservato. «Ed è provato – chiosa la Iori - che il saldo per la vacanza al resort è arrivato ai gestori direttamente dalle mani di Mazzeo».
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