Il sogno di Giuseppe e Luca: nozze omosessuali in San Rocco a Carpi
Convivono dal 2014 dopo essersi conosciuti per caso attraverso una chat. Cerimonia fissata in giugno «Ci unirà un rappresentante della chiesa valdese: a Carpi mai subìto aggressioni, al più indifferenza»
CARPI Luca è un po’ impaurito al pensiero, perché non è abituato a stare al centro dell’attenzione. Giuseppe, invece, ha già in mente come “vestire” da cerimonia il cinquantino con cui arriverà in San Rocco, il prossimo 24 giugno. Entrambi sono emozionati, felici e innamorati. Ora più che mai.
Il carpigiano Giuseppe Faldetta e il veneto Luca Brunelli, infatti, si sposeranno al principio della stagione estiva. Centoventi gli invitati che condivideranno la loro gioia in occasione del rito civile che Giuseppe avrebbe voluto celebrare subito, appena approvata la legge, ma cui Luca ha dovuto abituarsi con i propri tempi.
«Lui me lo proponeva da tempo - racconta - ma io ero molto cauto, avevo tante paure. Poi, invece, siamo andati in vacanza lo scorso gennaio: eravamo in Trentino e c’era l’atmosfera giusta, la neve. Alla fine, gliel’ho chiesto io».
L'INCONTRO Un passo indietro e vanno, col pensiero, alla sera in cui si sono conosciuti. «Era il 28 maggio del 2014 - racconta Giuseppe - Io ero single da quattro anni, deluso, stanco. Non credevo più potesse capitare nulla di speciale. Quella sera, ho visto per caso il suo profilo in chat, così ho pensato di scrivergli. Non pensavo mi rispondesse.. invece». Un errore di localizzazione ha messo l’uno sulla strada dell'altro. «Abitavo a Verona - spiega Luca - ma, fatalità, quella sera il localizzatore mi segnalava come fossi a Mantova: lui, invece, di chattare con persone di Modena, quella sera cercò in rete persone di Mantova. Mi scrisse». Poi si incontrano, si frequentano a distanza, fino a che decidono di trovare casa nel veronese, a Isola alla Scala, per poter stare vicini alla madre di Luca, vedova, mentre Giuseppe lascia a Carpi solo la sorella. In questi tre anni hanno vissuto alti e bassi, sempre insieme. I momenti più belli - la vacanza a Venezia, l’ultimo San Valentino - quelli brutti - la scomparsa dei genitori di Giuseppe.
«Abbiamo avuto la fortuna di avere genitori che ci hanno amato - dice Giuseppe - che ci hanno accettato. Per la prima volta, allora, ho visto mio padre, 74 anni, mentalità siciliana, con le lacrime agli occhi: per me è come mi avesse generato in quel momento. Purtroppo, non ha fatto in tempo a conoscere Luca. La mamma sì». Anche amici e colleghi amano Luca e Giuseppe. «Siamo stati fortunati - spiega - mai subìto aggressioni o bullismo: solo tanta indifferenza e ignoranza». Questo non ha dissuaso i futuri sposi dal desiderare il rito religioso per la cerimonia di giugno. «Ho un trascorso di esperienza cattolica - racconta Giuseppe - e ho sempre pensato avrei voluto la benedizione al momento del matrimonio. Sarà un rappresentante della chiesa valdese, di mentalità più aperta, a suggellare la nostra unione». E dopo? «Voleremo ai Caraibi» rispondono all'unisono.
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