Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil
«Nelle festività è un diritto l’astensione dal lavoro»
I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dell’ Emilia Romagna tornano sull’argomento del lavoro nelle festività sollecitando l’astensione nelle giornate festive del 25 aprile, 1 maggio,...
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I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dell’ Emilia Romagna tornano sull’argomento del lavoro nelle festività sollecitando l’astensione nelle giornate festive del 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno. Per queste giornate i sindacati regionali invitano all'astensione dal lavoro i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali, perché la grande distribuzione organizzata è, come ovvio, il settore maggiormente interessato da questo problema.
«Ricordiamo - dicono i tre sindacati - che la disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori. Recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l'eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso di quest’ultimo».
Il sindacalista Paolo Montalti, segretario generale Filcams/Cgil Modena, oltre a ribadire i temi di carattere generale, ricorda che i sindacati «nei giorni scorsi hanno richiesto al sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, di farsi promotore di un tavolo di confronto, sul tema, che coinvolga tutte le parti sociali (organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e dei consumatori) per affrontare il tema delle liberalizzazioni e della situazione della distribuzione commerciale del territorio, con l'obiettivo di trovare un accordo di autoregolamentazione, in attesa di un auspicabile, quanto necessario, intervento legislativo. Accogliamo quindi positivamente - dice ancora Montalti - il fatto che anche Confesercenti e Confcommercio concordino sul percorso auspicato dal sindacato. Auspichiamo quindi che il sindaco Muzzarelli convochi al più presto il tavolo di confronto per trovare un accordo condiviso che salvaguardi dalle aperture quantomeno le festività civili e religiose che fanno parte del patrimonio culturale e identitario collettivo e che un eventuale accordo di questo tipo possa poi essere anche un riferimento per gli altri Comuni della provincia di Modena».
«Ricordiamo - dicono i tre sindacati - che la disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori. Recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l'eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso di quest’ultimo».
Il sindacalista Paolo Montalti, segretario generale Filcams/Cgil Modena, oltre a ribadire i temi di carattere generale, ricorda che i sindacati «nei giorni scorsi hanno richiesto al sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, di farsi promotore di un tavolo di confronto, sul tema, che coinvolga tutte le parti sociali (organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e dei consumatori) per affrontare il tema delle liberalizzazioni e della situazione della distribuzione commerciale del territorio, con l'obiettivo di trovare un accordo di autoregolamentazione, in attesa di un auspicabile, quanto necessario, intervento legislativo. Accogliamo quindi positivamente - dice ancora Montalti - il fatto che anche Confesercenti e Confcommercio concordino sul percorso auspicato dal sindacato. Auspichiamo quindi che il sindaco Muzzarelli convochi al più presto il tavolo di confronto per trovare un accordo condiviso che salvaguardi dalle aperture quantomeno le festività civili e religiose che fanno parte del patrimonio culturale e identitario collettivo e che un eventuale accordo di questo tipo possa poi essere anche un riferimento per gli altri Comuni della provincia di Modena».
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