Gazzetta di Modena

Modena

Preside e insegnanti in lacrime 

di Valeria Cammarota
L'autobus nell'atrio dell'istituto Meucci
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L'autobus nell'atrio dell'istituto Meucci

«Siamo sconvolti e senza sospetti ma è insensato colpire così il nostro istituto»

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Increduli, di fronte alla scuola, erano anche i genitori degli studenti, accorsi per constatare il disastro. «Sono senza parole - si sfoga Sergio Gilio - Atti vandalici come questo sono oltre ogni limite». Con lui, Atos Biagini. «Eravamo preoccupati e siamo venuti subito qui - spiega - Non riesco a capire che scopo possano avere gesti del genere». La dirigente dell’istituto, Teresa De Vito, è arrivata alle 6 di mattina, contattata da un collaboratore scolastico. «Sono sconcertata - ha commentato - c’è tanta amarezza ma, devo dire, anche tanta solidarietà. Non abbiamo sospetti di alcun tipo, né sappiamo dire perché sia successo. Non abbiamo mai percepito segnali di disagio - ha continuato - quindi, questa è stata una brutta sorpresa». Un’ipotesi prova a farla un docente. «Siamo smarriti - racconta Piero Cardalesi - Non si erano mai verificati atti del genere anche se, un mese fa, qualcuno si era introdotto nella scuola imbrattando un’aula, dopodiché era scappato lasciando una scritta su un muro esterno: “Ritorneremo”. Una ragazzata, ma questa è un’altra vicenda che presuppone organizzazione, freddezza, capacità di delinquere, ipotizzare immunità. Un atto vandalico senza precedenti credo, in Italia. Abbiamo tutti fatto cavolate, da ragazzi, ma questa è un’altra vicenda». A stento trattiene le lacrime Marinella Benaglia, insegnante: «È un atto vigliacco, di disprezzo - si sfoga - È dal 1981 che lavoro qui e fa male. Spero sia solo un atto dovuto a uno stato alterato, perché non può essere indirizzato alla scuola, non ha senso, non c’entra niente: forse qualcuno ha pensato di fare una bravata... ma bravata è troppo poco: questo è un delitto, uno scempio». Rassicurare i genitori, è quello che preme ad Alessandro Smerieri, docente: «Abbiamo sempre pensato alla sicurezza dei ragazzi e continueremo a farlo - chiarisce - Purtroppo, pensiamo l’obiettivo sia stato scelto per la collocazione logistica, semplice come bersaglio, da colpire».

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