Rimini: «Chioschi, Pighi sbaglia»
L’ex consigliere Pd: «Sindaco, il progetto avrebbe avuto vita dura in Consiglio»
2 MINUTI DI LETTURA
«In Consiglio comunale il progetto sarebbe passato automaticamente? Mi sembrano affermazioni quanto meno coraggiose...»
Così, l'ex consigliere comunale del Partito democratico Stefano Rimini replica all'ex sindaco di Modena Giorgio Pighi, che, durante la testimonianza al processo sui chioschi, giovedì scorso aveva motivato la scelta di non portare il progetto in aula con la larga condivisione sulla quale il primo cittadino poteva contare in aula: bastava l’approvazione della giunta. Ed è un fatto che dei nuovi chioschi in Consiglio non si è mai parlato.
«Sono rimasto basito di fronte alle parole di Pighi - spiega Rimini - perché nello scorso mandato il Consiglio ha affrontato tutte le tematiche urbanistiche con discussioni molto approfondite, arrivando a modificare delibere e bloccandone altre. Insomma, sui temi urbanistici, dall'ex Amcm alla piscina al parco Ferrari, dall'edificazione nelle aree F al Psc, nulla è passato liscio, quindi le parole dell'ex sindaco mi sembrano molto lontane dalla realtà. Forse però quella era la concezione di Pighi del ruolo del Consiglio, ovvero qualcosa che doveva far passare automaticamente tutte le istanze della giunta».
L'ex consigliere comunale democratico ricorda quindi che «quello sull'urbanistica è stato il principale tema di discussione degli anni passati, con diversi approfondimenti e confronti duri anche all'interno della maggioranza e del partito, tanto da portare alle dimissioni dell'assessore Sitta e al rimpasto di giunta. Insomma - conclude Rimini - non è vero che, se fosse arrivato in Consiglio, il progetto dei chioschi sarebbe passato automaticamente e senza problemi, ma anzi, sarebbe stato analizzato, discusso ampiamente e modificato. Se Pighi lo avesse portato in aula, quel progetto non sarebbe mai passato così com'era».
Luca Gardinale
Così, l'ex consigliere comunale del Partito democratico Stefano Rimini replica all'ex sindaco di Modena Giorgio Pighi, che, durante la testimonianza al processo sui chioschi, giovedì scorso aveva motivato la scelta di non portare il progetto in aula con la larga condivisione sulla quale il primo cittadino poteva contare in aula: bastava l’approvazione della giunta. Ed è un fatto che dei nuovi chioschi in Consiglio non si è mai parlato.
«Sono rimasto basito di fronte alle parole di Pighi - spiega Rimini - perché nello scorso mandato il Consiglio ha affrontato tutte le tematiche urbanistiche con discussioni molto approfondite, arrivando a modificare delibere e bloccandone altre. Insomma, sui temi urbanistici, dall'ex Amcm alla piscina al parco Ferrari, dall'edificazione nelle aree F al Psc, nulla è passato liscio, quindi le parole dell'ex sindaco mi sembrano molto lontane dalla realtà. Forse però quella era la concezione di Pighi del ruolo del Consiglio, ovvero qualcosa che doveva far passare automaticamente tutte le istanze della giunta».
L'ex consigliere comunale democratico ricorda quindi che «quello sull'urbanistica è stato il principale tema di discussione degli anni passati, con diversi approfondimenti e confronti duri anche all'interno della maggioranza e del partito, tanto da portare alle dimissioni dell'assessore Sitta e al rimpasto di giunta. Insomma - conclude Rimini - non è vero che, se fosse arrivato in Consiglio, il progetto dei chioschi sarebbe passato automaticamente e senza problemi, ma anzi, sarebbe stato analizzato, discusso ampiamente e modificato. Se Pighi lo avesse portato in aula, quel progetto non sarebbe mai passato così com'era».
Luca Gardinale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
