Mirandola, i proprietari del dogo: «Siamo mortificati per la bimba ferita ma salvateci il cane»
MIRANDOLA. Lesioni che potrebbero lasciare cicatrici permanenti allo zigomo e al labbro. C’è anche questo nella prima prognosi di 20 giorni che i medici hanno fatto per la bambina di cinque anni...
MIRANDOLA. Lesioni che potrebbero lasciare cicatrici permanenti allo zigomo e al labbro. C’è anche questo nella prima prognosi di 20 giorni che i medici hanno fatto per la bambina di cinque anni morsa quattro volte dal cane dei vicini di casa che si stava azzuffando con il levriero della piccola. Levriero poi fuggito e ritrovato in serata. Nel frattempo interviene il proprietario del dogo argentino che ha ferito la piccola: il cane è stato portato al canile, sotto osservazione, in vista di una possibile soppressione. Di seguito l’appello disperato dei proprietari.
«In seguito al triste episodio avvenuto giovedì, la famiglia del dogo argentino che ha ferito una bambina a Mirandola, sente l'esigenza di esprimere tutta la propria vicinanza alla bimba e ai nostri vicini di casa, nonché di chiedere al Sindaco e alle istituzioni competenti di agire in maniera proporzionata a ciò che realmente si è verificato», esordisce la famiglia che vive in via Luosi.
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«Siamo tutti estremamente scossi, ci assumiamo le nostre responsabilità morali e legali riguardo la vicenda, ma non possiamo esimerci dal dire, di fronte alla ghigliottina mediatica innescatasi, che il nostro cane non è mai stato protagonista di episodi simili».
«Il suo gesto non è stato un raptus di rabbia né era rivolto alla bambina, ma si è trattato di un attacco al cane di grossa taglia della bimba che purtroppo nel caos ha avuto la peggio. Lui esce sempre al guinzaglio ed è molto intelligente: purtroppo, abbiamo scoperto proprio da questo episodio quanto sia bravo anche ad aprire le porte, lasciate per qualche momento senza la chiusura a chiave. Alla voce del padrone è schizzato in casa a orecchie basse, non è un demonio, non va fuori di senno. Si è innervosito e impaurito anche lui prima per la presenza del levriero, poi per le grida e l’agitazione».
«Merita tutti i restringimenti del caso, su questo non ci piove, ma riteniamo non si possa decidere solo per tale episodio sulla vita di un cane e sulla felicità di una famiglia, già abbastanza mortificata e terrorizzata dal fatto che ora il nostro cucciolo è in condizioni di estremo disagio in un canile. Abbiamo voluto fin da subito dialogare con la famiglia e collaborare per tranquillizzare gli enti preposti e la cittadinanza, mettendolo in un luogo sicuro... speriamo e confidiamo veramente sicuro! Possiamo lasciare il nostro appartamento e trovare una migliore sistemazione, possiamo fare qualsiasi cosa, ma vi preghiamo di rispettate la sua vita e la nostra».
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