Gasparri (Fi): «Caro Mattarella, ricorda le vittime nel dopoguerra»
Con un tempismo perfetto, nella scelta dei tempi e dei luoghi, il senatore Gasparri è arrivato ieri a Modena per un incontro con alcuni sostenitori di Forza Italia. Lo scopo? Chiedere pubblicamente...
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Con un tempismo perfetto, nella scelta dei tempi e dei luoghi, il senatore Gasparri è arrivato ieri a Modena per un incontro con alcuni sostenitori di Forza Italia. Lo scopo? Chiedere pubblicamente al presidente Mattarella di continuare nella strada intrapresa, a suo dire, dal predecessore Napolitano per ricordare le “vittime dell’odio di classe” nel dopoguerra.
«Non vogliamo sostenere tesi revisioniste - ha attaccato nel corso della conferenza stampa nella saletta del Caffè dell’Orologio, a poca distanza dalla lapide dei caduti partigiani della Ghirlandina e dalla sinagoga - È giusto celebrare nel 25 aprile la data della Liberazione, il ripristino della legalità, della democrazia e delle libere elezioni. Detto questo vorremmo invitare il presidente Mattarella, che sarà qui a Carpi, a Fossoli, luogo simbolo del campo di concentramento italiano, per ricordare anche le vittime che dal 25 aprile 1945 e sino al 1948 sono state uccise non per colpe di guerra ma perchè esponenti di un ceto sociale o di professioni sgradite al partito dominante. Qui ci sono stati i triangoli della morte, le esecuzioni sommarie di chi era indicato come nemico del popolo. È troppo chiedere a Mattarella di ricordare anche gli eccessi e le aberrazioni di chi aveva vinto, così come ha fatto Napolitano?»
Al suo fianco Aimi, Mazzacurati, Palmizio e Platis annuivano vigorosamente. Tra un’esaltazione di Pansa nel parlare delle vittime del dopoguerra e una stoccata al governo nel fermare “i migranti”, Gasparri non ha risparmiato le stoccate. «La Costituzione del ’48? Ci va bene, l’abbiamo difesa anche nelle urne contro qualcuno che voleva stravolgerla». (s.c.)
«Non vogliamo sostenere tesi revisioniste - ha attaccato nel corso della conferenza stampa nella saletta del Caffè dell’Orologio, a poca distanza dalla lapide dei caduti partigiani della Ghirlandina e dalla sinagoga - È giusto celebrare nel 25 aprile la data della Liberazione, il ripristino della legalità, della democrazia e delle libere elezioni. Detto questo vorremmo invitare il presidente Mattarella, che sarà qui a Carpi, a Fossoli, luogo simbolo del campo di concentramento italiano, per ricordare anche le vittime che dal 25 aprile 1945 e sino al 1948 sono state uccise non per colpe di guerra ma perchè esponenti di un ceto sociale o di professioni sgradite al partito dominante. Qui ci sono stati i triangoli della morte, le esecuzioni sommarie di chi era indicato come nemico del popolo. È troppo chiedere a Mattarella di ricordare anche gli eccessi e le aberrazioni di chi aveva vinto, così come ha fatto Napolitano?»
Al suo fianco Aimi, Mazzacurati, Palmizio e Platis annuivano vigorosamente. Tra un’esaltazione di Pansa nel parlare delle vittime del dopoguerra e una stoccata al governo nel fermare “i migranti”, Gasparri non ha risparmiato le stoccate. «La Costituzione del ’48? Ci va bene, l’abbiamo difesa anche nelle urne contro qualcuno che voleva stravolgerla». (s.c.)
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