«Il tempo di resistere non è ancora finito»
di Gabriele Farina
Rinnovato invito all’antifascismo nel ricordo della Liberazione
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«Dobbiamo resistere anche oggi». Sono da poco passate le 10.35 quando risuona una voce grintosa in piazza Grande. Con poche lettere sintetizza lo spirito partigiano con cui Modena abbraccia la Festa della Liberazione nazionale, riscoprendo il proprio “Independence Day”. Il silenzio accompagna il ricordo dei caduti davanti al Sacrario della Ghirlandina, al Rettorato, in piazza Grande; la parola è un monito per i vivi. Un appello che vale per tutte le età, specie se a pronunciarlo per primo è uno studente.
«Oggi è il 22 aprile - esclama Francesco Martinelli, presidente della Consulta provinciale degli studenti - e si ricorda la Liberazione di Modena. Quest’anno si celebrano però i settant’anni della firma della Costituzione. C’è bisogno di Resistenza anche oggi contro la violenza fisica e verbale, sia sul web sia nella realtà. Anche in città ci sono atteggiamenti fascisti e squadristi da combattere». Qualche esempio? «Ci sono ancora molti casi di ragazzi che vengono picchiati - ribadisce lo studente - e di targhe commemorative che vengono distrutte: se questo non è squadrismo non saprei come definirlo. Anche delegittimare lo Stato e i corpi intermedi è un atto pericolosissimo».
Non una voce fuori dal coro, ma un “assist” per concittadini più adulti di lui. «Gli squadrismi sono una realtà - riprende Aude Pacchioni, presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani italiani - perché nei circoli e sui meccanismi nuovi di comunicazione c’è una presenza massiccia di Forza Nuova, Casa Pound e tutti i loro affiliati. Bisogna parlarne e dire che questi giovani che seguono ancora queste linee stanno sbagliando di grosso». «Modena deve difendere i concetti profondi di libertà, di democrazia - aggiunge Gian Carlo Muzzarelli, in stampelle per un infortunio al menisco - ma anche il valore profondo dell’antifascismo. Ci deve essere il confronto con tutti, ma gli obiettivi devono essere quelli del rispetto per tutti, al di là del colore della pelle». L’impegno deve essere quotidiano e su più fronti. «La storia del Novecento e quella dell’Italia non è molto insegnata nelle scuole - ribadisce Pacchioni - soprattutto in quelle superiori. Senza memoria si rischia di fare gli stessi errori. Sono preoccupata perché le persone devono rendersi conto che non è mai chiusa questa pagina. Spetta poi al cittadino decidere da che parte stare». Altri i punti lanciati dal giovane e ripresi dal sindaco. «Bisogna affrontare in modo critico l’immigrazione - ricorda Martinelli - perché in Europa ci sono sempre più muri e sempre meno accoglienza. Quando si ripone la fiducia in modo irrazionale e cieca in qualcuno si abbattono i fondamenti della democrazia». «La pace, la libertà e la democrazia non sono conquiste immutabili - prosegue Muzzarelli - perché in troppi pensavano di essersi lasciati tutto alle spalle, poi sono arrivati l’11 settembre e le nuove stragi. Il rischio di fare passi indietro è molto forte, allora noi dobbiamo fare passi avanti per rafforzare la pace e la democrazia». Il sindaco punta la lente sulle elezioni in Francia, Regno Unito e Germania perché «possono portare a un’Europa più complicata». Sessant’anni dopo il Trattato di Roma, l’Unione Europea deve per Muzzarelli «non essere fiscale sui parametri, ma sui valori». Senza dimenticare le nuove generazioni. Sotto il palco si vedono le bandiere dei Giovani Democratici e di Articolo 1, non quelle del Partito Democratico. Un problema tecnico spiegano dal Pd, i cui rappresentanti sono presenti. «Ci chiamano disinteressati e bamboccioni - ammonisce Martinelli - ma in tanti vogliono esprimersi: il problema sono che non ci sono dati i giusti spazi di ascolto». «Sono giovani intelligenti - conclude Pacchioni - e più preparati di quanto lo eravamo noi in quel periodo storico. Bisogna avere molta fiducia in loro, dare loro la possibilità di capire il tempo in cui vivono. Devono lottare molto e avere sani principi».
«Oggi è il 22 aprile - esclama Francesco Martinelli, presidente della Consulta provinciale degli studenti - e si ricorda la Liberazione di Modena. Quest’anno si celebrano però i settant’anni della firma della Costituzione. C’è bisogno di Resistenza anche oggi contro la violenza fisica e verbale, sia sul web sia nella realtà. Anche in città ci sono atteggiamenti fascisti e squadristi da combattere». Qualche esempio? «Ci sono ancora molti casi di ragazzi che vengono picchiati - ribadisce lo studente - e di targhe commemorative che vengono distrutte: se questo non è squadrismo non saprei come definirlo. Anche delegittimare lo Stato e i corpi intermedi è un atto pericolosissimo».
Non una voce fuori dal coro, ma un “assist” per concittadini più adulti di lui. «Gli squadrismi sono una realtà - riprende Aude Pacchioni, presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani italiani - perché nei circoli e sui meccanismi nuovi di comunicazione c’è una presenza massiccia di Forza Nuova, Casa Pound e tutti i loro affiliati. Bisogna parlarne e dire che questi giovani che seguono ancora queste linee stanno sbagliando di grosso». «Modena deve difendere i concetti profondi di libertà, di democrazia - aggiunge Gian Carlo Muzzarelli, in stampelle per un infortunio al menisco - ma anche il valore profondo dell’antifascismo. Ci deve essere il confronto con tutti, ma gli obiettivi devono essere quelli del rispetto per tutti, al di là del colore della pelle». L’impegno deve essere quotidiano e su più fronti. «La storia del Novecento e quella dell’Italia non è molto insegnata nelle scuole - ribadisce Pacchioni - soprattutto in quelle superiori. Senza memoria si rischia di fare gli stessi errori. Sono preoccupata perché le persone devono rendersi conto che non è mai chiusa questa pagina. Spetta poi al cittadino decidere da che parte stare». Altri i punti lanciati dal giovane e ripresi dal sindaco. «Bisogna affrontare in modo critico l’immigrazione - ricorda Martinelli - perché in Europa ci sono sempre più muri e sempre meno accoglienza. Quando si ripone la fiducia in modo irrazionale e cieca in qualcuno si abbattono i fondamenti della democrazia». «La pace, la libertà e la democrazia non sono conquiste immutabili - prosegue Muzzarelli - perché in troppi pensavano di essersi lasciati tutto alle spalle, poi sono arrivati l’11 settembre e le nuove stragi. Il rischio di fare passi indietro è molto forte, allora noi dobbiamo fare passi avanti per rafforzare la pace e la democrazia». Il sindaco punta la lente sulle elezioni in Francia, Regno Unito e Germania perché «possono portare a un’Europa più complicata». Sessant’anni dopo il Trattato di Roma, l’Unione Europea deve per Muzzarelli «non essere fiscale sui parametri, ma sui valori». Senza dimenticare le nuove generazioni. Sotto il palco si vedono le bandiere dei Giovani Democratici e di Articolo 1, non quelle del Partito Democratico. Un problema tecnico spiegano dal Pd, i cui rappresentanti sono presenti. «Ci chiamano disinteressati e bamboccioni - ammonisce Martinelli - ma in tanti vogliono esprimersi: il problema sono che non ci sono dati i giusti spazi di ascolto». «Sono giovani intelligenti - conclude Pacchioni - e più preparati di quanto lo eravamo noi in quel periodo storico. Bisogna avere molta fiducia in loro, dare loro la possibilità di capire il tempo in cui vivono. Devono lottare molto e avere sani principi».
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