oggi alle 16 nella chiesa di s.giovanni
Preghiera per la pace in Ucraina
Gli Ortodossi di Modena promuovono un incontro senza divisioni
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Per il terzo anno consecutivo gli ucraini di Modena si ritroveranno insieme per una preghiera per la pace nel martoriato paese dell’Est. L’appuntamento, aperto a tutti, è nella chiesa di S.Giovanni in piazza Matteotti, oggi pomeriggio alle 16.
Promotore dell’iniziativa è il pope, padre Giorgio Arletti, parroco della chiesa ortodossa russa di Modena. «In Ucraina la situazione è tutt’altrio che pacificata - dice - Anche se non ci sono battaglie frontali continuano a esserci vittime da entrambe le parti. Da parte nostra continuiamo a chiamare i credenti, tutti senza distinzione, a una preghiera comune, senza simboli di parte. Vorremmo che larmi tacessero per lasciare spazio e voce alla diplomazia».
Obbiettivo difficile perchè, dalle parti di Kiev come da quelle di sebastopoli o a Modena, il comportamento degli emigrati nella nostra città riflette le divisioni presenti nella madrepatria, seguendo le faglie delle divisioni etniche e religiose. Un indizio si potrebbe ravvisare anche nel manifesto dell’iniziativa che, diffuso senza problemi anche in diverse chiese cattoliche modenesi, è finito strappato nella chiesa ucraina di corso Cavour.
Il fatto è stato riferito al pope che non ha voluto fare commenti anche se di sicuro non è rimasto sorpreso. Le frizioni, se possiamo usare questo eufemismo, nel mondo della diaspora ucraina vedono contrapposti anche a Modena i sostenitori filorussi della Crimea e quelli filo Kiev, ovvero fedeli alla repubblica autonoma che si è separata dall’ex Unione Sovietica e che è vicina alla Ue e agli Usa. A livello religioso mentre i primi sono tradizionalmente vicini al patriarcato ortodosso di Mosca, i secondi sono vicini alla chiesa cattolica di cui riconoscono il primato del Papa a Roma come altre chiese orientali. Il risultato? Se prima del conflitto i momenti dei fedeli erano divisi ma non contrapposti, ora la spaccatura è netta. (s.c.)
Promotore dell’iniziativa è il pope, padre Giorgio Arletti, parroco della chiesa ortodossa russa di Modena. «In Ucraina la situazione è tutt’altrio che pacificata - dice - Anche se non ci sono battaglie frontali continuano a esserci vittime da entrambe le parti. Da parte nostra continuiamo a chiamare i credenti, tutti senza distinzione, a una preghiera comune, senza simboli di parte. Vorremmo che larmi tacessero per lasciare spazio e voce alla diplomazia».
Obbiettivo difficile perchè, dalle parti di Kiev come da quelle di sebastopoli o a Modena, il comportamento degli emigrati nella nostra città riflette le divisioni presenti nella madrepatria, seguendo le faglie delle divisioni etniche e religiose. Un indizio si potrebbe ravvisare anche nel manifesto dell’iniziativa che, diffuso senza problemi anche in diverse chiese cattoliche modenesi, è finito strappato nella chiesa ucraina di corso Cavour.
Il fatto è stato riferito al pope che non ha voluto fare commenti anche se di sicuro non è rimasto sorpreso. Le frizioni, se possiamo usare questo eufemismo, nel mondo della diaspora ucraina vedono contrapposti anche a Modena i sostenitori filorussi della Crimea e quelli filo Kiev, ovvero fedeli alla repubblica autonoma che si è separata dall’ex Unione Sovietica e che è vicina alla Ue e agli Usa. A livello religioso mentre i primi sono tradizionalmente vicini al patriarcato ortodosso di Mosca, i secondi sono vicini alla chiesa cattolica di cui riconoscono il primato del Papa a Roma come altre chiese orientali. Il risultato? Se prima del conflitto i momenti dei fedeli erano divisi ma non contrapposti, ora la spaccatura è netta. (s.c.)
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