Banda dei bus: arrestati tre minorenni
di Serena Arbizzi
Volevano emulare un videogame. Due sono studenti del Meucci. Caccia agli altri componenti del gruppo di vandali
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Tre ragazzi, con età compresa tra i 16 e i 17 anni, due dei quali frequentano l’istituto Meucci, tutti residenti a Carpi. Sono stati arrestati sabato i tre autori del gravissimo raid vandalico iniziato con il furto di cinque pullman della linea cittadina “Arianna” alla stazione delle corriere di via Peruzzi intorno alle 4.30 di venerdì mattina. I tre hanno poi assaltato con due mezzi l’istituto Meucci provocando quasi mezzo milione di euro di danni. Altri due autobus sono stati usati come autoscontri nel piazzale della stazione, mentre la quinta corriera è stata abbandonata in via Tre Ponti.
I carabinieri sono riusciti a individuare i tre minorenni, italiani, dopo indagini a pieno ritmo durate meno di 48 ore. I colpevoli sono stati sottoposti al provvedimento di fermo, disposto dalla Procura dei Minori di Bologna. Stamattina la pm Silvia Marzocchi, Capo della procura dei minori di Bologna, chiederà la convalida del fermo al Gip, che avrà 48 ore di tempo per decidere. Al momento non risulterebbe che i colpevoli fossero ubriachi o sotto l’effetto degli stupefacenti. Confermato dalle indagini, come anticipato dalla Gazzetta, il danno pari a quasi mezzo milione: 70mila euro a scuola e oltre 400mila alle corriere. I tre sono arrivati nella tarda serata di sabato al centro di prima accoglienza di Bologna, il carcere minorile Pratello, dove si trovano rinchiusi tuttora in attesa della convalida del fermo.
Dal punto di vista investigativo, i carabinieri si sono avvalsi di elementi decisivi tra cui le tracce del Dna che gli autori del gesto vandalico hanno lasciato sui mezzi. Anche se i tre non sono rimasti feriti durante il raid, hanno infatti lasciato gocce di sudore sul volante delle corriere e capelli sparsi dentro e nei pressi dei mezzi. Elementi recuperati tramite una certosina attività d’indagine. Fondamentali, inoltre, le conversazioni sui social network maggiormente in voga tra gli adolescenti: Facebook e Ask in primis. Sono state seguite in modo certosino le chat frequentate dai giovani su cui si vantavano dell’assalto, che non è rivolto alla scuola, non è una vendetta tra bande, ma va rubricato come una notte “da leoni”. Dalle prime ricostruzioni emerge infatti come la banda volesse emulare il videogame Gta, che nel mondo conta oltre 200 milioni di giocatori. Il gioco virtuale consiste nel rubare mezzi qualunque e fare disastri nel traffico, sfidando le forze dell’ordine. Un’ipotesi che troverebbe conferma, oltre che nell’assalto ai due ingressi del Meucci, anche per il fatto che si è verificato alla stazione delle corriere dove i vandali hanno “giocato” agli autoscontri.
Sono tre i reati contestati alla banda: danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, dato che la scuola rimarrà chiusa fino a mercoledì, e furto.
I carabinieri sono riusciti a individuare i tre minorenni, italiani, dopo indagini a pieno ritmo durate meno di 48 ore. I colpevoli sono stati sottoposti al provvedimento di fermo, disposto dalla Procura dei Minori di Bologna. Stamattina la pm Silvia Marzocchi, Capo della procura dei minori di Bologna, chiederà la convalida del fermo al Gip, che avrà 48 ore di tempo per decidere. Al momento non risulterebbe che i colpevoli fossero ubriachi o sotto l’effetto degli stupefacenti. Confermato dalle indagini, come anticipato dalla Gazzetta, il danno pari a quasi mezzo milione: 70mila euro a scuola e oltre 400mila alle corriere. I tre sono arrivati nella tarda serata di sabato al centro di prima accoglienza di Bologna, il carcere minorile Pratello, dove si trovano rinchiusi tuttora in attesa della convalida del fermo.
Dal punto di vista investigativo, i carabinieri si sono avvalsi di elementi decisivi tra cui le tracce del Dna che gli autori del gesto vandalico hanno lasciato sui mezzi. Anche se i tre non sono rimasti feriti durante il raid, hanno infatti lasciato gocce di sudore sul volante delle corriere e capelli sparsi dentro e nei pressi dei mezzi. Elementi recuperati tramite una certosina attività d’indagine. Fondamentali, inoltre, le conversazioni sui social network maggiormente in voga tra gli adolescenti: Facebook e Ask in primis. Sono state seguite in modo certosino le chat frequentate dai giovani su cui si vantavano dell’assalto, che non è rivolto alla scuola, non è una vendetta tra bande, ma va rubricato come una notte “da leoni”. Dalle prime ricostruzioni emerge infatti come la banda volesse emulare il videogame Gta, che nel mondo conta oltre 200 milioni di giocatori. Il gioco virtuale consiste nel rubare mezzi qualunque e fare disastri nel traffico, sfidando le forze dell’ordine. Un’ipotesi che troverebbe conferma, oltre che nell’assalto ai due ingressi del Meucci, anche per il fatto che si è verificato alla stazione delle corriere dove i vandali hanno “giocato” agli autoscontri.
Sono tre i reati contestati alla banda: danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, dato che la scuola rimarrà chiusa fino a mercoledì, e furto.
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