Una rete idrica gruviera: i cittadini sono esasperati
di Andrea Gilioli
Una dozzina di palazzine di via San Luigi hanno avuto 5 interruzioni da gennaio «Hera non ci considera malgrado i disagi proseguano ore». Altre rotture in città
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“Fare e disfare è tutto un lavorare”: è con questo celebre proverbio emiliano che si potrebbe descrivere la situazione in cui sono costretti a vivere, da tempo, i residenti di Viale San Luigi, a Braida, e di altre zone della città, che diverse volte all'anno si ritrovano senz'acqua per ore, quando non addirittura per giorni interi, a causa di rotture alle tubazioni dell'acquedotto cittadino, che si ripresentano, ciclicamente, negli stessi punti. I residenti di una dozzina di palazzine di via San Luigi, ad esempio, da gennaio ad oggi hanno subito interruzioni nella fornitura ben 5 volte, di cui 4 per una rottura verificatasi sempre nello stesso punto, all'altezza del civico 15. Anche la scorsa settimana, a soli venti giorni dall'ultima riparazione, i cittadini sono rimasti, nella giornata del 21 aprile, senz'acqua, dalle 6 del mattino fino alle 17. «Dovevano ancora finire di rifare la palladiana del marciapiede – racconta il residente Sergio Annovi – e addirittura, mentre eravamo di nuovo senz'acqua, sono arrivati gli operai che avrebbero dovuto chiudere la buca della precedente riparazione». Nonostante le numerose chiamate ad Urp e numero verde Hera, sin dalle prime ore del mattino, i lavori sono iniziati solo alle 16, complici anche le numerose altre rotture in giro per la città, da via Gorizia a piazza Martiri Partigiani. I residenti, che anche negli anni precedenti hanno dovuto convivere con l'elevatissima media di due rotture all'anno, sono arrabbiati e, pur comprendendo come un rottura sia un fatto imprevedibile, chiedono ad Hera una maggior attenzione nelle riparazioni e un servizio di cortesia migliore. «Mentre in altre zone, - afferma Rossella Annovi – il servizio idrico Hera aveva fornito cisterne d'acqua per sopperire ai disagi creati ai cittadini,la nostra, cronica, situazione non è pressoché considerata. Addirittura la scorsa settimana nessuno si è preoccupato di avvertirci o rassicurarci sulla durata dei lavori, che, nonostante le chiamate, non iniziavano. Ci avevano detto che tutto sarebbe stato ripristinato entro le 14, ma come potevano saperlo dovendo ancora intervenire? A noi sarebbe bastato un cartello affisso sui cancelli, o, dato che in quel giorno ci sono state altre rotture in giro, una chiamata per dirci che i tecnici sarebbero arrivati nel pomeriggio, e magari qualche tanica, almeno per le famiglie più in difficoltà, con bambini neonati o anziani non autosufficienti». A stupire i residenti, poi, è il fatto che molte rotture avvengano nello stesso punto. «Probabilmente, dato che alla fine – afferma Ruggero Riva – le riparazioni le pagano gli utenti a loro non interessa trovare una soluzione durevole. Mi pare comunque assurdo: con quanto si è speso negli ultimi anni per le riparazioni si sarebbe potuto fare un intervento radicale, durevole, riducendo i disagi e i costi nel lungo periodo». Oltre al caso di via San Luigi il problema delle rotture, nel week end appena trascorso, ha riguardato numerose altre zone della città, da via Gorizia, dove un negozio di toelettatura per animali è rimasto tutto il giorno senz'acqua, perdendo una giornata lavorativa, alla centralissima piazza Martiri Partigiani, dove l'acqua fuoriuscita ha creato non pochi disagi anche agli ambulanti del mercato. Problemi analoghi, infine, sono stati segnalati, su Facebook, anche in via Fanti, via Piave e via Filzi e, nelle scorse settimane, anche in zona Valle d'Aosta.
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