Danni a vite e frutta per 30 milioni in Emilia Romagna
Il Servizio agricoltura della Regione sta facendo i controlli dopo le gelate: Modena coinvolta per il 30% della somma
3 MINUTI DI LETTURA
A pochi giorni dal maltempo che con grandine e soprattutto gelo ha colpito le campagne modenesi, gli addetti ai lavori sottolineano che «è ancora presto per quantificare i danni alle campagne modenesi dopo quattro giorni di gelo, con temperature che nelle ore notturne si sono abbassate fin sotto lo zero. I tecnici del Servizio territoriale agricoltura della Regione stanno compiendo i sopralluoghi per una minuziosa ricognizione, mentre le segnalazioni da parte degli agricoltori di tutta la provincia stanno arrivando alle organizzazioni di categoria. La fase in corso serve per delimitare l'area colpita, quantificare le perdite subite dagli agricoltori e verificare se ci sono i presupposti per fare scattare il Fondo di solidarietà sulle calamità naturali. Da un punto di vista tecnico, l’intervento è previsto infatti solo quando il danno provocato dalla calamità supera il 30% della produzione lorda vendibile (Plv) del triennio precedente o del quinquennio precedente, con esclusione in questa seconda ipotesi delle due annualità che hanno fatto registrare la Plv più alta e più bassa. L'intervento del Fondo di solidarietà scatta però solo quando i danni sono causati da eventi calamitosi non assicurabili. «Sono purtroppo già evidenti i danni su frutteti, vite ed estensive. Occorrerà comunque attendere un ulteriore periodo per eseguire verifiche più opportune sull’incidenza del gelo e sulle perdite ad esso riconducibili – spiegano dal Servizio fitosanitario provinciale di Modena - in alcuni vigneti le recenti brinate si sono sommate ai problemi di germogliamento di numerosi impianti imputabili al freddo di gennaio». In attesa di un esatto ammontare del danno, la Coldiretti avanza una prima stima di oltre 30 milioni di euro a livello regionale. Si può ipotizzare che circa il 30% della somma coinvolga Modena.
«Il maltempo – sottolinea Coldiretti – ha colpito nel periodo più sensibile per le campagne, quando i primi tepori primaverili hanno risvegliato le piante rendendole più vulnerabili. Dopo l’aumento delle temperature di marzo, con situazioni di siccità su parte del territorio regionale per il dimezzamento delle precipitazioni, gli agricoltori speravano in una pioggia costante e leggera per dissetare le colture. L’arrivo di forti temporali e grandine seguiti da gelate hanno invece finito per aggravare i danni». Per quanto riguarda vigneti la Cia di Modena segnala che le aree più colpite dalle gelate sono nei Comuni di Castelnuovo, Modena, Carpi, Campogalliano, Castelfranco, Bomporto. Sono comunque danni che si manifestano in forma cosiddetta "a macchia di leopardo", con appezzamenti in cui il gelo ha colpito all'80%, mentre in altri, magari adiacenti, non si segnalano problemi dovuti al maltempo. Per i frutteti sono colpite soprattutto le pere e la frutta rossa intorno a Vignola. «È ancora difficile fare una stima – ha detto Valter Monari, direttore del Mercato ortofrutticolo di Vignola – fra qualche giorno si potrà essere più precisi. La temperatura è scesa anche a meno 2 gradi e i danni in alcune zone sono pesanti, in altre non è successo nulla». Le gelate tardive sono però uno dei pericoli più temuti dai cerasicoltori vignolesi, abituati da sempre a dovere fare i conti con le improvvise basse temperature che si possono registrare a poche decine di centimetri dal suolo in aprile. Anche per questo nel secolo scorso non era insolito vedere gli agricoltori accendere i fuochi nei ceraseti e si era evoluta quella coltivazione di piante di ciliegio con fusto alto in auge nella Valle del Panaro fino agli anni Ottanta e Novanta, soppiantata poi da quella con piante basse, più pratiche al momento della raccolta.
«Il maltempo – sottolinea Coldiretti – ha colpito nel periodo più sensibile per le campagne, quando i primi tepori primaverili hanno risvegliato le piante rendendole più vulnerabili. Dopo l’aumento delle temperature di marzo, con situazioni di siccità su parte del territorio regionale per il dimezzamento delle precipitazioni, gli agricoltori speravano in una pioggia costante e leggera per dissetare le colture. L’arrivo di forti temporali e grandine seguiti da gelate hanno invece finito per aggravare i danni». Per quanto riguarda vigneti la Cia di Modena segnala che le aree più colpite dalle gelate sono nei Comuni di Castelnuovo, Modena, Carpi, Campogalliano, Castelfranco, Bomporto. Sono comunque danni che si manifestano in forma cosiddetta "a macchia di leopardo", con appezzamenti in cui il gelo ha colpito all'80%, mentre in altri, magari adiacenti, non si segnalano problemi dovuti al maltempo. Per i frutteti sono colpite soprattutto le pere e la frutta rossa intorno a Vignola. «È ancora difficile fare una stima – ha detto Valter Monari, direttore del Mercato ortofrutticolo di Vignola – fra qualche giorno si potrà essere più precisi. La temperatura è scesa anche a meno 2 gradi e i danni in alcune zone sono pesanti, in altre non è successo nulla». Le gelate tardive sono però uno dei pericoli più temuti dai cerasicoltori vignolesi, abituati da sempre a dovere fare i conti con le improvvise basse temperature che si possono registrare a poche decine di centimetri dal suolo in aprile. Anche per questo nel secolo scorso non era insolito vedere gli agricoltori accendere i fuochi nei ceraseti e si era evoluta quella coltivazione di piante di ciliegio con fusto alto in auge nella Valle del Panaro fino agli anni Ottanta e Novanta, soppiantata poi da quella con piante basse, più pratiche al momento della raccolta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
