Eccidio Panaro, Luciano Rosi attacca il libro
SAN CESARIO. Critiche da parte di Luciano Rosi, consigliere comunale del gruppo Viva San Cesario, nei confronti della ricostruzione dell’eccidio del Panaro riportata nel libro “Gabriella Degli...
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SAN CESARIO. Critiche da parte di Luciano Rosi, consigliere comunale del gruppo Viva San Cesario, nei confronti della ricostruzione dell’eccidio del Panaro riportata nel libro “Gabriella Degli Esposti Mia Madre”. «Nella presentazione in Villa Boschetti, l’autrice (Savina Reverberi, ndr) ha avanzato l’ipotesi che la mamma Gabriella sia stata sventrata dalle SS sul greto del Panaro e il figlio che portava in grembo (espiantato dalle SS tedesche per fare delle sperimentazioni), potrebbe essere addirittura la figlia vivente del tenente Hans Schiffmann, comandante del plotone di esecuzione. La Reverberi ha affermato un paio di volte, e scritto anche nel libro, che si sente in cuor suo di avere una sorella nella figlia di Schiffmann: una tesi abbastanza grottesca, leggibile su questo libro di 655 pagine, pieno di inesattezze a partire dalla morte della madre, che dai documenti conservati in Archivio Comunale a San Cesario risulta invece uccisa con un colpo alla nuca, assieme ai 9 compagni di sventura, senza segno di torture». Rosi, poi, basandosi sui documenti storici parla del marito Bruno Reverberi: «Afferma di essere lui il ricercato e che i tedeschi avrebbero fucilato la moglie Gabriella nel giro di 3 giorni se non si fosse presentato, come infatti non fece. E soprattutto il marito non fa mai accenno ad una moglie incinta, così come la perizia medica. Noi commemoriamo le 10 vittime fucilate innocenti per rappresaglia commemoriamo delle vittime innocenti, non degli eroi come qualcuno vuole farci credere».
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