COMMERCIO
Festa del Patrono con rabbia: «Negozi costretti a chiudere»
Strascichi di una festa del patrono San Giorgio che ha regalato momenti di affollamento in centro storico a Sassuolo. Gli strascichi non sono positivi e le tracce c'erano anche ieri mattina in alcune...
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Strascichi di una festa del patrono San Giorgio che ha regalato momenti di affollamento in centro storico a Sassuolo. Gli strascichi non sono positivi e le tracce c'erano anche ieri mattina in alcune strade, unte d'olio.
I motivi delle proteste sono diversi. Una programmazione unilaterale, senza sentire i commercianti interessati, ha portato ad ostruire alcune vetrine e addirittura gli accessi ai negozi stessi; ha portato anche altri negozianti a vedersi rifiutata la possibilità di esporre la propria merce con un banchetto davanti al negozio di sede fissa in centro storico.
«Sono arrivato all'ora di apertura del mio negozio Ciak di via Mazzini – ha dichiarato Mauro Franchini – ed ho trovato che davanti c’era già una “apparecchiata di banchi” che ostruiva sia la visibilità delle mie vetrine che l’accesso al portico che porta all'interno del negozio. Non mi è rimasto altro da fare che chiudere e mandare a casa il personale. Complimenti all'organizzazione, che mi dicono essere di Carpi».
Sembra che tutto fosse stato promosso in sinergia tra Sassuolo Gestioni Patrimoniali e l'Sgp di Carpi. A scontentare la gente altri fatti, prima e dopo la giornata del patrono. Quelle precedenti riguardano il no ad alcuni commercianti del centro che avrebbero voluto esporre la loro merce anche con banchetti davanti al proprio negozio e si sono sentiti rispondere di no, perché lo spazio era stato già destinato ai banchi degli ambulanti, provenienti da ogni dove.
Cittadini e commercianti si sono poi trovati davanti ieri mattina, in particolare su via Mazzini, dell’olio sparso lungo la pavimentazione, cassette per la frutta e verdura abbandonate sotto i portici ed uno sporco che non si vede mai, nei giorni di mercato del martedì e venerdì.
«Sarebbe utile pensarci prima – ha detto una commerciante di via Mazzini – e sarebbe utile e che si tenesse in considerazione chi per tutto l’anno paga le tasse, è associato al comitato commercianti ed è nato e vive ancora a Sassuolo».
(a.s.)
I motivi delle proteste sono diversi. Una programmazione unilaterale, senza sentire i commercianti interessati, ha portato ad ostruire alcune vetrine e addirittura gli accessi ai negozi stessi; ha portato anche altri negozianti a vedersi rifiutata la possibilità di esporre la propria merce con un banchetto davanti al negozio di sede fissa in centro storico.
«Sono arrivato all'ora di apertura del mio negozio Ciak di via Mazzini – ha dichiarato Mauro Franchini – ed ho trovato che davanti c’era già una “apparecchiata di banchi” che ostruiva sia la visibilità delle mie vetrine che l’accesso al portico che porta all'interno del negozio. Non mi è rimasto altro da fare che chiudere e mandare a casa il personale. Complimenti all'organizzazione, che mi dicono essere di Carpi».
Sembra che tutto fosse stato promosso in sinergia tra Sassuolo Gestioni Patrimoniali e l'Sgp di Carpi. A scontentare la gente altri fatti, prima e dopo la giornata del patrono. Quelle precedenti riguardano il no ad alcuni commercianti del centro che avrebbero voluto esporre la loro merce anche con banchetti davanti al proprio negozio e si sono sentiti rispondere di no, perché lo spazio era stato già destinato ai banchi degli ambulanti, provenienti da ogni dove.
Cittadini e commercianti si sono poi trovati davanti ieri mattina, in particolare su via Mazzini, dell’olio sparso lungo la pavimentazione, cassette per la frutta e verdura abbandonate sotto i portici ed uno sporco che non si vede mai, nei giorni di mercato del martedì e venerdì.
«Sarebbe utile pensarci prima – ha detto una commerciante di via Mazzini – e sarebbe utile e che si tenesse in considerazione chi per tutto l’anno paga le tasse, è associato al comitato commercianti ed è nato e vive ancora a Sassuolo».
(a.s.)
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