Gazzetta di Modena

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Incastrati dall’audio dei filmati Famiglie costrette a risarcire  

di Serena Arbizzi
Incastrati dall’audio dei filmati Famiglie costrette a risarcire  

I carabinieri sono risaliti a uno dei tre minori dal nome: poi hanno fermato gli altri vicino al McDonald  Guidavano i bus a 90 chilometri orari. Incrociati più indizi: abbigliamento, Dna e testimonianze

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Un raid lucidissimo, commesso per sfuggire alla noia, per essere protagonisti di una “notte da leoni” che, solo per una fortunata casualità non si è trasformata in disgrazia, ma che ora le famiglie dovranno risarcire.
I comandanti dei carabinieri Giovanni Balboni e Alessandro Iacovelli hanno illustrato i dettagli delle indagini svolte a pieno ritmo che hanno portato al fermo, in meno di 48 ore, dei tre vandali che nelle prime ore di venerdì mattina hanno rubato cinque pullman dal deposito della stazione delle corriere di via Peruzzi, prima di commettere i gesti di cui, almeno a Carpi, non si conoscono precedenti analoghi o così gravi. Sono tre, di cui due sedicenni - uno dei quali ha compiuto gli anni la settimana scorsa - nati a Carpi, di origine tunisina, studenti del Meucci, mentre il terzo è nato in Senegal, diventerà maggiorenne il mese prossimo e frequenta il Vallauri. Questo l’identikit dei balordi che hanno provocato mezzo milione di euro di danno. Erano circa le 2.30 di venerdì quando i vandali si sono incontrati al bar Scazza, al piazzale delle piscine per bere una birra. I tre, in sella alle biciclette, si sono poi diretti al parco di via Peruzzi. Passando davanti alla stazione delle corriere uno di loro si è reso conto che una saracinesca era aperta. Per curiosità, convince gli altri due a entrare per andare a vedere cosa ci fosse dentro. Una volta all’interno, i ragazzi hanno notato le chiavi inserite nel quadro dei pullmini. E da quel momento la notte in pieno stile “Arancia meccanica” è entrata nel vivo. Uno di loro è salito alla guida di un bus, ha raggiunto il piazzale facendo un giro davanti al deposito. Un secondo giovane è salito su un altro autobus : i due hanno iniziato a giocare a una sorta di autoscontro, ma non in una pista di luna park, bensì al piazzale della stazione. La gang ha preso un terzo pullmino, come confermano i tracciati Gps, raggiungendo il parcheggio del Borgogioioso, passando davanti al McDonald epr poi tornare in via Peruzzi, ma non prima di avere sradicato cartelli, rovinato cordoli sulla carreggiata, zigzagato per le corsie, andando spesso contro mano, attraversando semafori rossi e gialli, scontrandosi fra loro rovinando carrozzeria e pezzi meccanici. I tre hanno percorso 30 chilometri per due ore attraverso tutta Carpi.
L’indagine sin dall’inizio si è presentata difficile. Le telecamere a bordo dei bus hanno registrato immagini agghiaccianti: nei dialoghi , seppur flebili, i carabinieri hanno sentito distintamente i nomi di due componenti della baby gang. Due nomi che hanno portato ad un ampio riscontro anagrafico. Sono stati poi ritrovati i berretti, i giubbotti e le impronte di scarpe, oltre a impronte di saliva, capelli e sudore lasciato sul volante per l’agitazione e a capi ben identificabili ripresi dai video.
Dalle immagini si vede nitidamente che un pullmino “Arianna” ha sfondato il cancello principale, un secondo il cancello pedonale e un terzo come un ariete ha sventrato tutto l’atrio dell’istituto. Il vandalo alla guida di quest’ultimo è scappato subito. è salito con i piedi sul cofano di uno degli altri due bus, lasciando un’impronta successivamente confrontata con un paio di impronte ritrovate a casa di un componente della banda. Tutti e tre si sono allontanati sullo stesso bus verso Cibeno: in via Tre Ponti hanno lanciatola corriera a 90 chilometri orari, hanno scavalcato un marciapiede altissimo, per infrattarsi dentro a un canneto. Poi sono scappati a riprendere le biciclette e hanno raggiunto casa di uno di loro.
I tre non erano né ubriachi, né sotto l’effetto di droga.

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