Pavullo, truffe agli anziani: la banda in manette
Tre torinesi presi dai carabinieri, nella fuga hanno cercato di investire un militare. Colpivano in Appennino da mesi
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PAVULLO. Hanno girato per mesi, forse anni, per le strade della provincia (e non solo) mettendo a segno le truffe più odiose, quelle agli anziani. Ma la loro corsa è finita sabato a Pavullo, per un colpo fatale a Benedello. In manette una famiglia di sinti residente nel torinese tra Chivasso e Caluso: il 60enne Davide Riviera e i suoi due figli Sandro (37) e Cinziano (22), in azione su una Volvo station wagon nera (con targa contraffatta) già segnalata la settimana scorsa tra Montefiorino e Palagano. Ma prenderli è stata un’impresa da film.
L’ALLARME
La mobilitazione è scattata verso le 9.30 a fronte di una segnalazione della Volvo a Benedello. È partita subito la cinturazione della zona, coordinata sul campo dal capitano Nicola Puccinelli, che ha portato militari verso Benedello sia dalla Giardini che dal lato opposto, salendo dalla fondovalle Panaro. Sul posto per primo il luogotenente della stazione di Pavullo che, sceso dalla macchina di servizio, si è avvicinato alla Volvo ferma davanti all’abitazione di un 73enne. La nuova preda, visto che i truffatori gli erano già entrati in casa spacciandosi per carabinieri che dovevano controllare del contante sospetto, e lui aveva abboccato.
L’ASSALTO AI CARABINIERI
Visto l’uomo in divisa che si avvicinava, tra i tre è subito scattato l’allarme: tutti in macchina e via sgommando. Puntando dritto al carabiniere, che solo gettandosi a terra ha evitato l’investimento pieno, ma ha subito lo stesso escoriazioni e la lesione di un polso (dieci giorni di prognosi). La banda ha continuato nella sua folle fuga su via Benedello in direzione fondovalle incontrando poco più avanti altri carabinieri del nucleo radiomobile che hanno intimato l’alt. I tre hanno aggirato il posto di blocco e via ancora, mentre i militari si lanciavano all’inseguimento. Dalla fondovalle però stava salendo un’altra gazzella arrivata da Zocca con il maresciallo, che si è messa di traverso a 200 metri circa dall’incrocio. I tre fuggiaschi hanno tentato di scansare anche questa, ma hanno perso il controllo della Volvo per un dosso e sono usciti di strada schiantandosi tra un terrapieno e un albero. La fuga è continuata nei campi, ma solo per pochi metri perché poi sono stati braccati dai carabinieri di Zocca e da quello del radiomobile. A bordo della Volvo anche un flessibile, passamontagna e il necessario per spacciarsi anche per finti tecnici Enel.
L’ARRESTO
Sono stati arrestati in concorso per tentata truffa, resistenza e lesione a pubblico ufficiale continuata, contraffazione di documenti (i tesserini con cui si spacciavano per carabinieri e i berretti da baseball con la fiamma dell’Arma) e si sta contestando loro anche una rapina di qualche giorno fa sempre a Benedello, dove a un anziano spintonato sono stati sottratti 2mila euro.
Ma si sospetta che abbiano alle spalle una lunga scia di episodi (anche uno doppio a Montese, con furto da 50mila euro) magari neppure tutti denunciati. Di qui la raccomandazione dei carabinieri di venire subito a segnalare, in caso di riconoscimento di uno o più dei tre. Peraltro la famiglia dei Riviera è nota alle cronache di mezza Italia per diversi altri episodi criminosi da Torino in giù. Processati ieri mattina per direttissima, i tre hanno chiesto termini a difesa, ma gli arresti sono stati tutti convalidati. Plauso per la brillante operazione dal procuratore capo Lucia Musti: «Questi sono reati odiosi – ha detto – perché riguardano le persone più esposte. Bella la risposta dell’Arma, e serva da sprone a chi è stato vittima di reati come questi a farsi avanti e denunciare». Sentito grazie dal sindaco di Palagano Fabio Braglia: «Un ottimo risultato – ha sottolineato - da aggiungere ai molti altri conseguiti dai carabinieri di Pavullo nell'ultimo anno».
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