Vignola: In 500 per l’addio a Matteo: «Sarai sempre nei nostri cuori»
Vignola. Grande commozione al funerale di Muratori, morto giovedì a 36 anni in un incidente stradale Aveva un negozio in centro ed era molto conosciuto anche a Modena: «Era un giovane generoso»
VIGNOLA. «Sei e sarai sempre parte dei nostri cuori». Con queste parole, gli amici hanno salutato Matteo Muratori, il 36enne vignolese che ha perso la vita giovedì mattina sulla A14, in un incidente stradale. Quel giorno, Matteo si stava dirigendo ad Ancona, quando, giunto all’altezza di Casalecchio di Reno, la sua Golf si è scontrata con un camion. L’impatto è stato violentissimo, e per il 36enne, nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare. Matteo era molto conosciuto, a Vignola e non solo.
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Appassionato di moda, era titolare di Auge, negozio di moda maschile situato in via Minghelli, e aveva lavorato per anni a Modena, presso Volpi Abbigliamento. Inoltre, era parte attiva della vita vignolese, essendo associato a Vignola Grandi Idee. Ieri pomeriggio, alle 14 e 30, si è svolto il suo funerale, presso la chiesa Plebana in centro a Vignola, e sono accorsi in centinaia per porgergli un ultimo saluto. Non solo i famigliari e gli amici stretti, ma anche i clienti, giovani e meno giovani, e chi lo aveva conosciuto grazie al lavoro o all’impegno cittadino.
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Perché Matteo era un ragazzo speciale e la sua scomparsa ha lasciato un vuoto enorme. Il parroco, don Luca Fioratti, ha celebrato il rito in una chiesa gremita, tanto che il funerale si è svolto a porte aperte, per permettere di partecipare anche a chi ha dovuto rimanere nel piazzale antistante l’edificio. Don Luca, durante l’omelia, ha ricordato l’episodio della cena di Emmaus, durante la quale Gesù si mostra agli apostoli dopo essere risorto. «Noi non siamo qui per cercare risposte - ha detto -. Siamo qui per ringraziare il Signore per averci donato la generosità di Matteo, la sua intelligenza brillante, la sua disponibilità, il suo estro, anche nel lavoro; il suo sorriso, il suo essere sempre positivo, la sua serenità». Matteo, ha proseguito don Luca, «aveva accolto il Signore come compagno di viaggio», ed anche il viaggio di Matteo sarebbe proseguito insieme ai propri cari, «nella speranza che un giorno ci ritroveremo insieme».
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Nell’ultima parte della messa, sono stati gli amici di Matteo, a parlare. Hanno ricordato il suo carattere positivo e determinato, e come questi suoi pregi fossero una fonte di ispirazione per chi lo conosceva. Infine, ha preso la parola Antonella, la madre di Matteo, che ha invitato chi lo conosceva ad usare questo evento come occasione di riflessione: «"Chi ha sperato in questa vita soltanto è il più misero degli uomini". Ma noi, qui, non vogliamo essere miseri. La miseria ci porta alla disperazione. La ricchezza del Signore, invece, ci porta a credere che siamo Suoi figli, e che Lui è morto sulla croce per noi. Questa è la ricchezza della nostra vita, che ci porta a pregare per Matteo, che pregherà per noi. Questa è una verità che non dobbiamo scordare mai».
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