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Anpi imbavagliata poi canta “Bella Ciao” 

Anpi imbavagliata poi canta “Bella Ciao” 

I nuovi partigiani, zittiti dalla Giunta, ascoltano con il fazzoletto tricolore sulla bocca il discorso del sindaco Palazzi

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FINALE. Neppure l’ultimo invito del presidente della Regione, Stefano Bonaccini e delle forze politiche di sinistra è servito a far cambiare il protocollo delle celebrazioni del 25 aprile.
L’Anpi non ha potuto parlare dal palco istituzionale durante le cerimonie a Finale e Massa, che hanno visto come unico messaggio quello - equilibrato - del sindaco Sandro Palazzi. Non che ci si attendesse una retromarcia sull’organizzazione anche alle luce delle taglienti dichiarazioni del presidente del Consiglio, Maurizio Boetti, a Repubblica: «Parla solo il sindaco perché lui rappresenta tutti - aveva detto - Già in passato l’Anpi ha sputato nel piatto in cui mangia, facendo sempre discorsi non facili per l’amministrazione di centrodestra. Adesso basta, le associazioni, tutte, possono salire sul palco ma parla solo il primo cittadino».
E così a Finale il discorso di Palazzi è stata ascoltato dall’Anpi ai piedi del palco in piazza Verdi. I nuovi partigiani hanno però inscenato una protesta silenziosa, alzandosi davanti alla bocca - quasi a mimare l’imbavagliamento - il fazzoletto tricolore che portavano al collo. Un gesto simbolico, a testimoniare la critica verso il protocollo voluto dall’amministrazione comunale. E quando il sindaco ha terminato il proprio intervento, comunque attento ai valori della Liberazione e della stessa Anpi, gli antifascisti hanno intonato “Bella Ciao”, che fino a quel momento era stata canzone blasfema. Come già fatto a Massa, davanti al monumento a Nives Barbieri, anche a Finale l’Anpi ha poi potuto parlare davanti al monumento ai Partigiani, invitati a farlo proprio dal primo cittadino. «I valori della Liberazione devono costituire un punto perenne di riferimento politico e morale per arginare i sempre più numerosi tentativi di revisionismo e di deformazione della storia, di intolleranza e di xenofobia. Noi associazioni rappresentiamo orgogliosamente quei combattenti per la libertà di cui tramandiamo i valori, per ricordare che tutti i rappresentanti delle istituzioni, sindaco di Finale compreso, se sono stati democraticamente eletti è solo perché ci sono stati tanti che hanno combattuto per la nostra e per la loro libertà».

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