INCHIESTA AEMILIA
Intercettazioni di Giovanardi: senatore e Ventura dal giudice
Sarà possibile acquisire i tabulati telefonici e utilizzare le intercettazioni che i carabinieri del Nucleo Operativo di Modena, su disposizione della Procura antimafia regionale, hanno registrato e...
2 MINUTI DI LETTURA
Sarà possibile acquisire i tabulati telefonici e utilizzare le intercettazioni che i carabinieri del Nucleo Operativo di Modena, su disposizione della Procura antimafia regionale, hanno registrato e che coinvolgono il senatore Carlo Giovanardi? La risposta la dovrà dare il giudice per le indagini preliminari, Alberto Ziroldi, chiamato a decidere se quella mole di lavoro fatto e da fare dovrà essere vagliata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere oppure se andrà distrutta.
L’inchiesta è ormai nota: Giovanardi, stando all’accusa guidata dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, avrebbe esercitato indebite pressioni sui vertici delle forze dell’ordine e prefetti per ottenere la riammissione in white list di imprese modenesi escluse perché a rischio infiltrazione o comunque condizionabili. Il caso della Bianchini Costruzioni - oggi davanti al Gip ci saranno anche Augusto e il figlio Alessandro, entrambi avvisati a metà mese - è il più emblematico perché finito nell’inchiesta Aemilia, ma ci sono anche altre vicende tra cui quella della F.lli Baraldi.
Giovanardi, attuale membro della commissione Antimafia e in passato già ministro e sottosegretario berlusconiano, è indagato per rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e minaccia o violenza a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato. Il tutto con l’aggravante di aver rafforzato l’associazione mafiosa, agevolandola. Un’accusa che riguarda anche l’ex vice prefetto e ora capo di Gabinetto della Prefettura, Mario Ventura, colui che, stando sempre all’ipotesi investigativa, avrebbe tentato di sostenere, a fronte del diniego delle forze dell’ordine e del Girer, istruttorie vantaggiose per le aziende modenesi.
Ci sono state conversazioni tra il senatore e i Bianchini come dimostrano i video registrati da Alessandro Bianchini in cui ammettono di aver fatto affari con gli ’ndranghetisti. E ci sono contatti tra Giovanardi e Ventura: “un martello pneumatico” disse l’ex vice prefetto. Toccherà al giudice Ziroldi decidere se quelle conversazioni siano funzionali all’inchiesta Aemilia-ter. Nel caso la risposta fosse positiva, allora la documentazione dovrà essere inviata al Senato, che avrà l’ultima parola sull’utilizzo delle intercettazioni. Si tratta di una tutela prevista dalla Legge a garanzia dei parlamentari. (fd)
L’inchiesta è ormai nota: Giovanardi, stando all’accusa guidata dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, avrebbe esercitato indebite pressioni sui vertici delle forze dell’ordine e prefetti per ottenere la riammissione in white list di imprese modenesi escluse perché a rischio infiltrazione o comunque condizionabili. Il caso della Bianchini Costruzioni - oggi davanti al Gip ci saranno anche Augusto e il figlio Alessandro, entrambi avvisati a metà mese - è il più emblematico perché finito nell’inchiesta Aemilia, ma ci sono anche altre vicende tra cui quella della F.lli Baraldi.
Giovanardi, attuale membro della commissione Antimafia e in passato già ministro e sottosegretario berlusconiano, è indagato per rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e minaccia o violenza a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato. Il tutto con l’aggravante di aver rafforzato l’associazione mafiosa, agevolandola. Un’accusa che riguarda anche l’ex vice prefetto e ora capo di Gabinetto della Prefettura, Mario Ventura, colui che, stando sempre all’ipotesi investigativa, avrebbe tentato di sostenere, a fronte del diniego delle forze dell’ordine e del Girer, istruttorie vantaggiose per le aziende modenesi.
Ci sono state conversazioni tra il senatore e i Bianchini come dimostrano i video registrati da Alessandro Bianchini in cui ammettono di aver fatto affari con gli ’ndranghetisti. E ci sono contatti tra Giovanardi e Ventura: “un martello pneumatico” disse l’ex vice prefetto. Toccherà al giudice Ziroldi decidere se quelle conversazioni siano funzionali all’inchiesta Aemilia-ter. Nel caso la risposta fosse positiva, allora la documentazione dovrà essere inviata al Senato, che avrà l’ultima parola sull’utilizzo delle intercettazioni. Si tratta di una tutela prevista dalla Legge a garanzia dei parlamentari. (fd)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
