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le operatrici delle pulizie sul piede di guerra 

Caso dipendenti Hesperia, fumata nera in Prefettura

Caso dipendenti Hesperia, fumata nera in Prefettura

«Nessuna apertura dall’azienda, ora sarà mobilitazione». Si chiude con una fumata nera il vertice di ieri mattina in Prefettura. Le operatrici delle pulizie di Hesperia attendevano risposte dopo la...

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«Nessuna apertura dall’azienda, ora sarà mobilitazione». Si chiude con una fumata nera il vertice di ieri mattina in Prefettura. Le operatrici delle pulizie di Hesperia attendevano risposte dopo la decisione della direzione di cedere il servizio alla cooperativa Gsa. «Abbiamo chiesto di mantenere la retribuzione dei dipendenti, che vantano dai 10 ai 35 anni di servizio presso Hesperia Hospital», spiega Chiara Malagola, sindacalista della Funzione pubblica della Cgil. Altri i punti sul tavolo. «Ci siamo resi disponibili a un super minimo da assorbire nel tempo - aggiunge Malagola - per mantenere la differenza tra il contratto attuale di sanità privata e quello delle cooperative sociali in cui andrebbero a finire. Vi sono infatti 3mila, 4mila euro di differenza all'anno, a seconda della categoria. Inoltre, abbiamo chiesto di mantenere l'attuale orario di lavoro. Le ore settimanali passerebbero da 36 a 38 con un'ulteriore rilevanza anche economica. Infine, chiediamo la tutela dell'articolo 18 e la non applicazione del Jobs Act». Richieste a cui l'azienda avrebbe detto no. «Hanno soltanto ribadito che la cooperativa è disponibile ad assumere tutti - riprende la sindacalista - quantificando però il differenziale economico in 1.300 euro come rimborso spese». (g.f.)

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