Cpl, accordo con le banche per ristrutturare i debiti
Allungati i tempi di rimborso fino al 2023, un’operazione da 250 milioni di euro Legacoop e Fondazione di Mirandola sottoscrivono azioni di partecipazione
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La rinascita di Cpl Concordia, la risalita, dopo il cataclisma dell’inchiesta giudiziaria in cui sono state ipotizzate collusioni tra l'allora gruppo dirigenziale di Cpl guidato dal presidente Casari e alcuni ambienti di carattere camorristico malavitoso, ora passa anche attraverso una sostanziale ristrutturazione del debito verso 36 banche. Lo ha annunciato ieri la stessa azienda multiservizi di Concordia, che è attiva nel settore dell’energia e del gas. Ma la rinascita era già stata avviata da tempo, da quando con il commissariamento era stato evitato il fallimento e in un secondo tempo con la riorganizzazione della governance e la nomina di Mauro Gori alla presidenza.
Lo stesso Gori nell’assemblea dei delegati di Legacoop a Bologna aveva ipotizzato un utile di bilancio pre-consuntivo di 500mila euro per il 2016: «somma modesta rispetto al valore della produzione - aveva detto Gori - ma importante dopo due anni di perdite consistenti». E Gori aveva avuto occasione di quantificare in almeno 180 milioni di euro i danni di reputazione determinati dall’interdittiva Antimafia. Aveva anche aggiunto che «in due anni Cpl aveva avuto 240 milioni di euro di commesse in meno» .
Ora questa operazione definita con le banche è una tappa significativa nel percorso che deve riportare l’azienda a riconquistare piena credibilità sui mercati e in ambito sociale. Cpl, che ora ha un fatturato consolidato di 300 milioni di euro, ha annunciato che: «l’indebitamento finanziario riscadenziato ammonta a circa 160 milioni di euro mentre il controvalore complessivo dell’operazione, comprensivo di linee utilizzabili per l’emissione di garanzie e di plafond di factoring pro-soluto, ammonta a quasi 250 milioni. L’intervento degli istituti finanziatori non prevede alcuno stralcio del debito ma solo l’allungamento e il riscadenziamento fino al 31 dicembre 2023 dell’esposizione per cassa esistente, a tassi di favore per le società del Gruppo. L'accordo raggiunto con le banche finanziatrici si basa sul Piano industriale e finanziario per il periodo 2016-2023. Tale piano è finalizzato al ripristino di una situazione di equilibrio economico e finanziario sostenibile attraverso un processo di riorganizzazione industriale già avviato nei mesi scorsi».
«La Cooperativa - aggiunge l’azienda - contestualmente ha rafforzato la propria dotazione patrimoniale attraverso l’emissione di 10,5 milioni di euro di azioni di partecipazione interamente sottoscritte da finanziarie e imprese cooperative aderenti a Legacoop, oltre che dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Sul piano occupazionale la società registra un’inversione di tendenza: le unità occupate sono 1.161, aumentate rispetto alle 1.151 del dicembre 2016. Nel dicembre 2014, prima della crisi che ha colpito la cooperativa, le unità erano 1.351.
Stefano Turcato
Lo stesso Gori nell’assemblea dei delegati di Legacoop a Bologna aveva ipotizzato un utile di bilancio pre-consuntivo di 500mila euro per il 2016: «somma modesta rispetto al valore della produzione - aveva detto Gori - ma importante dopo due anni di perdite consistenti». E Gori aveva avuto occasione di quantificare in almeno 180 milioni di euro i danni di reputazione determinati dall’interdittiva Antimafia. Aveva anche aggiunto che «in due anni Cpl aveva avuto 240 milioni di euro di commesse in meno» .
Ora questa operazione definita con le banche è una tappa significativa nel percorso che deve riportare l’azienda a riconquistare piena credibilità sui mercati e in ambito sociale. Cpl, che ora ha un fatturato consolidato di 300 milioni di euro, ha annunciato che: «l’indebitamento finanziario riscadenziato ammonta a circa 160 milioni di euro mentre il controvalore complessivo dell’operazione, comprensivo di linee utilizzabili per l’emissione di garanzie e di plafond di factoring pro-soluto, ammonta a quasi 250 milioni. L’intervento degli istituti finanziatori non prevede alcuno stralcio del debito ma solo l’allungamento e il riscadenziamento fino al 31 dicembre 2023 dell’esposizione per cassa esistente, a tassi di favore per le società del Gruppo. L'accordo raggiunto con le banche finanziatrici si basa sul Piano industriale e finanziario per il periodo 2016-2023. Tale piano è finalizzato al ripristino di una situazione di equilibrio economico e finanziario sostenibile attraverso un processo di riorganizzazione industriale già avviato nei mesi scorsi».
«La Cooperativa - aggiunge l’azienda - contestualmente ha rafforzato la propria dotazione patrimoniale attraverso l’emissione di 10,5 milioni di euro di azioni di partecipazione interamente sottoscritte da finanziarie e imprese cooperative aderenti a Legacoop, oltre che dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Sul piano occupazionale la società registra un’inversione di tendenza: le unità occupate sono 1.161, aumentate rispetto alle 1.151 del dicembre 2016. Nel dicembre 2014, prima della crisi che ha colpito la cooperativa, le unità erano 1.351.
Stefano Turcato
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