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DISTRETTI INDUSTRIALI. il monitor di intesa 

Export, nel 2016 in crescita piastrelle, maglieria e Ict

Export, nel 2016 in crescita piastrelle, maglieria e Ict

Export e innovazione trainano i distretti industriali, che nel 2016 si confermano il motore della crescita dell'Emilia-Romagna. È il quadro che emerge dal Monitor dei distretti industriali dell'Emilia...

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Export e innovazione trainano i distretti industriali, che nel 2016 si confermano il motore della crescita dell'Emilia-Romagna. È il quadro che emerge dal Monitor dei distretti industriali dell'Emilia Romagna, curato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa San Paolo e presentato a Bologna con gli aggiornamenti al quarto trimestre del 2016. Nel complesso sono dati positivi: l'anno scorso la crescita dell'export dei poli industriali regionali è stata del 2,1% (1,3% nell'ultimo trimestre), superiore a quello dei distretti italiani (+0,3%)e in linea col dato del manifatturiero regionale (+1,5%). Emerge come siano ormai stati recuperati i livelli precedenti alla crisi, anche se ci sono alcune ombre: su 19 distretti analizzati, 12 hanno chiuso il 2016 con un saldo positivo, per 7 ha prevalso il segno meno.
Per restare ai distretti modenesi, tendenza favorevole per le piastrelle di Sassuolo (+7,9%) e per le macchine per l'industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (+4,8% secondo i dati Acimac). Calo per le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-3,8%). Bene il settore alimentare, con crescita per i salumi di Parma (+7,6%) e del Modenese (+2,6%), prosegue la tendenza negativa per i salumi reggiani. Nel comparto della moda segnali positivi per la maglieria e l'abbigliamento di Carpi (+3,3%) e l'abbigliamento di Rimini (+4,7%). Ancora trainante il polo ICT di Bologna e Modena (+4,8%), bene anche il polo biomedicale di Bologna (+7,3%) mentre ha chiuso in negativo il polo biomedicale di Mirandola (-4,6%).
Da sottolineare che nell’ambito di una più generale analisi sui bilanci 2008-15 di 1.372 aziende appartenenti ai 19 distretti industriali e ai 3 poli tecnologici dell’Emilia Romagna (con fatturato complessivo di 25,3 miliardi di euro), a confronto con quelli delle imprese “non distrettuali”, emerge come i punti di forza e i cambiamenti che stanno interessando i distretti dell’Emilia Romagna siano la crescita sui mercati esteri, il posizionamento strategico, il ruolo trainante delle imprese medio-grandi e l’affermazione di una nuova classe di medie imprese vincenti. I distretti sono i protagonisti della ripresa in corso in Emilia Romagna: nel biennio 2015-16 il fatturato e l’Ebitda margin hanno toccato nuovi massimi storici. Nel fatturato i distretti hanno recuperato e sono già oltre il livello pre-crisi, mentre nelle aree non distrettuali il divario rispetto ai livelli pre-crisi è ancora significativo. È di 8,9 miliardi di euro il surplus commerciale dei distretti regionali, che rappresentano un quarto dell’export della regione.
I distretti dell’Emilia Romagna si sono distinti con performance di crescita superiori alla media italiana, grazie alla spinta delle imprese di dimensioni medie e medio-grandi. Lo studio ha evidenziato un gruppo di 29 imprese, definite di eccellenza, fra cui si distinguono le modenesi Laminam Fiorano, Ceramiche Mutina Fiorano, Ceramica Fondovalle Maranello, Salumificio Mec Palmieri San Prospero, Kronos Ceramiche Fiorano.

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