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Carpi, I tre vandali dei bus contro il Meucci affidati a una comunità

di Serena Arbizzi
Carpi, I tre vandali dei bus contro il Meucci affidati a una comunità

lI gip ha convalidato il fermo per i minorenni che hanno devastato il Meucci Il 17enne venne denunciato l’anno scorso per violenza sessuale di gruppo

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CARPI. Acquisisce contorni sempre più inquietanti l’atto vandalico compiuto da tre minorenni - due di 16 anni, nati a Carpi da famiglie tunisine, e un 17enne nato in Senegal, ma in Italia da anni - che alle 4.30 di venerdì scorso hanno rubato cinque pullman “Arianna” al deposito della stazione di via Peruzzi. I tre hanno scorrazzato per quasi due ore in giro per la città percorrendo 30 chilometri, poi si sono schiantati contro l’ingresso esterno e quello principale del Meucci, devastandolo. I danni ammontano a quasi mezzo milione di euro. Uno dei tre vandali, il più grande di loro, lo scorso anno è stato denunciato per violenza sessuale di gruppo: il 17enne non è stato condannato e le indagini sono tuttora in corso.

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Ieri mattina, in Tribunale a Bologna, si è tenuta l’udienza di convalida del fermo, durata oltre tre ore, a carico dei tre, ascoltati separatamente. I vandali si sono detti pentiti e si sono resi conto soltanto dopo della gravità del fatto. Il fermo è stato convalidato dal Gip Anna Filocamo. Il Capo della Procura dei minori, Silvia Marzocchi, aveva chiesto il carcere per il 17enne, e la comunità per i due 16enni.

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«La richiesta del carcere è stata avanzata perché il 17enne ha una denuncia precedente per violenza sessuale di gruppo - spiega l’avvocato Mauro Di Frenna, che difende i tre minori - Denuncia alla quale non è seguita alcuna condanna. Questa richiesta però è stata respinta. I tre sono stati trasferiti in una comunità. Noi proporremo il rito abbreviato». Sulla vicende interviene anche il Consiglio direttivo della Camera penale che giudica «grave che atti d’indagine, destinati a rimanere segreti, vengano mostrati alla stampa prima che al difensore, rischiando peraltro di compromettere il percorso di educazione di persone minorenni».

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Nel frattempo, ieri mattina sono riprese le lezioni: la preside Teresa De Vito ha tenuto un’assemblea con gli studenti, in attesa del corteo di sabato che arriverà fino al Municipio. Il sindaco Alberto Bellelli e il comandante dei carabinieri Alessandro Iacovelli hanno fatto visita alla preside per portarle solidarietà. «Abbiamo ricevuto più attestazioni di vicinanza - spiega la vicepreside Marinella Benaglia - Stiamo aspettando gli inquirenti per capire quali contromisure prendere sul piano legale per tutelarci».

Sempre ieri sono partiti i lavori di ripristino dell'atrio: sono state rimosse dal fabbro le vetrate e le porte danneggiate, mentre oggi altre due ditte incaricate dalla Provincia, proprietaria dell'edificio, rimuoveranno i pannelli del controsoffitto, sempre nell'atrio. Gli elettricisti, poi, metteranno in sicurezza gli impianti elettrici, senza interferire nella programmazione didattica. L'impianto d’allarme presente nella scuola è funzionante e prosegue il servizio di vigilanza anche notturna che coinvolge la Provincia, la Polizia municipale e le forze dell’ordine.

Sul caso interviene anche il vescovo Francesco Cavina, il quale, probabilmente, parteciperà alla manifestazione di sabato mattina. «Pare che abbiano agito ‘per noia’- ha detto il vescovo - Quanto dichiarato dai tre minorenni lascia profondamente sconcertati.

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Desta, inoltre, un vero proprio campanello di allarme dal punto di vista educativo, che porta a chiederci che cosa realmente stiamo trasmettendo ai nostri giovani, qual è il vuoto di valori che porta a pensare di trascorrere il proprio tempo libero compiendo atti del genere. In realtà sono tante le possibilità concrete di spendere in modo tutt’altro che annoiato il proprio tempo, anzi costruttivo. Adoperandosi nelle diverse realtà vicine a noi che si occupano del prossimo».

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