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Mistero dehors: domande pronte ma il Comune resta in silenzio 

di Luca Gardinale
Mistero dehors: domande pronte ma il Comune resta in silenzio 

La bella stagione è imminente e i titolari dei locali hanno presentato la richiesta per spazi esterni senza ricevere risposta. Alfarano dell’Aurora: «Sto aspettando l’autorizzazione da febbraio, perché?»

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Di buono c’è che per ora non si usano più di tanto, perché viste le temperature i clienti preferiscono sedersi dentro i locali. Resta il fatto che il meteo non può giustificare i ritardi, anche perché magari dal primo maggio saremo già tutti seduti all’aperto. O meglio: saremmo. Perché come successo negli ultimi due anni, la questione dehors in centro storico è piuttosto problematica. Ne sanno qualcosa alcuni ristoratori e titolari di locali del centro, che pur avendo presentato la domanda uno o due mesi prima della riapertura delle distese estive (fissata per il 15 aprile) non hanno ricevuto risposta.
La questione vale sia per alcuni esercenti che hanno chiesto un semplice rinnovo per una struttura già esistente, sia per chi ha rifatto la distesa o apportato modifiche ed è dunque in attesa del via libera della Soprintendenza. Comunque, sempre di attesa si tratta, perché sedie, tavoli e pedane sono pronte ma in molti casi non utilizzabili nonostante la stagione estiva sia alle porte. Una situazione che ricorda quella dell’anno scorso, quando a maggio inoltrato diversi esercenti del centro aspettavano ancora il via libera per aprire i dehors, con i conseguenti disagi con i clienti. E anche l'imminente rimpasto di giunta, con l'assessore alle Attività economiche Tommaso Rotella in uscita, non sembra sufficiente per giustificare una serie di ritardi che sembrano più che altro burocratici.
E tra chi aspetta c’è il ristorante Aurora di via Taglio, il primo del centro che negli anni ’80 pensò ad una distesa estiva: «Sono molto amareggiato - spiega il titolare Enzo Alfarano - perché due anni fa abbiamo speso 30mila euro per una nuova struttura con pedana e ringhiere, ma poi non abbiamo potuto usarla perché non andava bene. E dire che si trattava di una struttura fatta bene, che avrebbe impedito alle biciclette di passare in mezzo ai tavoli e che sarei riuscito a lavare con facilità, cosa meno semplice invece se le sedie sono direttamente sulla strada. Ora siamo in attesa di un’autorizzazione che abbiamo chiesto a febbraio: possibile che bisogni aspettare tanto per il via libera?»
L’amarezza di Alfarano è anche quella di un commerciante «che ha sempre lavorato per il centro storico, presentando 130 progetti in 43 anni e partecipando a tutte le iniziative per la valorizzazione del centro, dal consorzio Modena a Tavola a tante altre attività. «Tre anni fa ho smesso di farlo - riprende il ristoratore - anche perché trovo assurdo darsi da fare per oltre 40 anni per poi ritrovarsi ad aspettare mesi per un’autorizzazione. Ora continuo ad aspettare: se il via libera non arriverà, valuterò se chiudere il locale».

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