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Studente a rischio choc, respinto dalla gita 

Studente a rischio choc, respinto dalla gita 

Concordia. Era svenuto per l’improvvisa allergia. Ai genitori: «Se succede qualcosa? Venite anche voi»

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CONCORDIA. Nei prossimi giorni la sua classe partirà per una gita. Ma lui rischia di non poterci andare alla luce delle perplessità sollevate da un’insegnante preoccupata. Lui è uno studente delle scuole medie, che qualche settimana fa ha rischiato di morire. Era in classe quando non si è sentito bene, sembrava un malessere passeggero anche se è stata allertata la madre, che lo ha raggiunto. Voleva portarlo a casa, si pensava ad un’influenza, ma in auto il ragazzino ha perso i sensi. Con grande freddezza - e un pizzico di incoscienza, come le hanno poi contestato i sanitari del pronto soccorso - ha tentato di farlo riprendere, mentre lo ha accompagnato fino in ospedale. Dove i medici lo hanno rianimato, diagnosticando uno choc anafilattico causato da una specifica allergia, che mai in passato gli era stata diagnosticata. Tutto finito? Per l’emergenza clinica la risposta è affermativa, ma per la famiglia è iniziata una trafila informativa: lezioni per capire come contrastare futuri choc, sensibilizzazione verso insegnanti e tutti coloro che ruotano intorno al ragazzino nelle attività di tempo libero. La famiglia ha ricevuto ampie rassicurazioni, docenti ed educatori hanno fornito la massima disponibilità mentre anche lo studente ha iniziato a memorizzare ogni manovra salvavita.
C’è un “però”. Nei prossimi giorni dovrebbe andare in gita, ma una professoressa, chiedendo ai genitori di confermare la presenza del figlio, ha sollevato alcune perplessità. «Direi che è stata più che altro una questione di preoccupazione, ma di certo i termini con cui ci è stata posta non può renderci felici», ammette il padre. Perché l’insegnante si è posta alcuni quesiti: «E se per caso succede qualcosa mentre siamo via? - Ha sostanzialmente chiesto alla famiglia - Così si rovina una gita...». Ed eccola allora la soluzione: «Se vi prendeste un giorno di ferie dal lavoro e veniste con noi?».
«Mia moglie piange dalla rabbia - confessa il papà - La scuola dovrebbe includere, ma così esclude. Al di là del mio caso, penso a quanti ragazzini sono allergici e a rischio choc anafilattico. E che cosa devono fare? Rinunciare a qualche ora con i loro compagni, venendo ripudiati e classificati come soggetti a rischio. Non so cosa faremo, ci stiamo pensando, ma il mio è un appello alle altre famiglie: state attenti a chi affidate i vostri ragazzi, diamo un fiore in mano alle istituzioni e vorremmo che lo crescessero con cura. Non che venga considerato un reietto a causa di un problema di salute, che può essere affrontato con un’iniezione o chiamando tempestivamente il 118». (fd)

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