Trenta nuovi profughi sbarcati a Modena
Sono arrivati in pullman da Bologna e verranno distribuiti nelle strutture della città e della provincia
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Una trentina. Sono migranti arrivati ieri mattina verso le 11 in via Palatucci e fatti scendere davanti all’ingresso principale della questura. Un piccolo errore tecnico dell’autista del pullman che avrebbe dovuto invece fermarsi qualche decina di metri più avanti, dove c’è l’accesso dell’ala riservata ai servizi immigrazione della nostra questura. E così i passeggeri hanno preso i loro beni dal vano del pullman, chi un sacchetto di plastica, chi un borsone, chi un grosso sacco e si sono incamminati, ordinatamente, verso i cancelli dell’ala immigrazione. Sono richiedenti asilo provenienti dall’hub di Bologna: cittadini perlopiù africani che sono arrivati via nave in Italia e che hanno seguito il normale iter dell'accoglienza, ovvero dapprima una sosta nei centri del sud Italia e da questi sono stati inviati al centro regionale di Bologna per essere poi distribuiti sul territorio della nostra regione.
Da qui ieri mattina hanno raggiunto Modena per formalizzare, con firma e modulo compilato presso la nostra questura, la loro richiesta di asilo politico. Nessuna emergenza, nessun invio improvviso, nessuna “ondata” anomala: come spiegano alla cooperativa Caleidos che gestisce l’accoglienza sul nostro territorio: «Si tratta di un normale invio di persone, di solito qualche decina, che da Bologna vengono poi smistate in Regione. Spesso siamo noi che andiamo a prenderli a Bologna, a volte al trasporto ci pensano le strutture bolognesi. Questi trenta profughi saranno distribuiti sul nostro territorio, alcuni andranno allo Studentato, altri raggiungeranno i centri della nostro provincia, in piccoli nuclei di tre, quattro persone. Nulla di nuovo, un normale invio fisiologico, i nuovi spesso vanno a riempire i posti vacanti da altri che hanno lasciato le strutture». (s.to)
Da qui ieri mattina hanno raggiunto Modena per formalizzare, con firma e modulo compilato presso la nostra questura, la loro richiesta di asilo politico. Nessuna emergenza, nessun invio improvviso, nessuna “ondata” anomala: come spiegano alla cooperativa Caleidos che gestisce l’accoglienza sul nostro territorio: «Si tratta di un normale invio di persone, di solito qualche decina, che da Bologna vengono poi smistate in Regione. Spesso siamo noi che andiamo a prenderli a Bologna, a volte al trasporto ci pensano le strutture bolognesi. Questi trenta profughi saranno distribuiti sul nostro territorio, alcuni andranno allo Studentato, altri raggiungeranno i centri della nostro provincia, in piccoli nuclei di tre, quattro persone. Nulla di nuovo, un normale invio fisiologico, i nuovi spesso vanno a riempire i posti vacanti da altri che hanno lasciato le strutture». (s.to)
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