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«Dehors, a Modena la burocrazia ci sta uccidendo»

di Luca Gardinale
«Dehors, a Modena  la burocrazia ci sta uccidendo»

Modena. Decine di autorizzazioni per i locali pubblici sono in ritardo e la bella stagione incombe: «Il Comune rimpalla le decisioni»

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MODENA Siamo arrivati a 80 giorni d’attesa, ma potrebbero anche aumentare. La richiesta era partita l’8 febbraio, ma novità dal Comune ancora non ne sono arrivate, anche se il primo giorno buono per partire era il 15 aprile. Il tema è ancora quello dei dehors, le distese estive dei locali del centro, e il caso è quello di Mauro Salvatori, presidente cittadino di Confesercenti e titolare de “L’Orma”, crescenteria di via Gallucci. E come diversi altri esercenti del centro - giovedì scorso abbiamo raccontato il caso del ristorante Aurora di via del Taglio - Salvatori è in attesa di un’autorizzazione che sembra essersi persa nei rimpalli tra Comune e Soprintendenza, nonostante la domanda sia partita con largo anticipo (secondo il regolamento approvato l’anno scorso, per i rinnovi bisogna fare richiesta con 30 giorni prima del 15 aprile, mentre per le nuove distese, come nel caso in questione, i giorni di anticipo diventano 60).

«Le nuove norme hanno tempistiche esagerate - spiega il presidente di Confesercenti - perché un mese di anticipo mi sembra un po’ troppo per un semplice rinnovo, ma il problema è il rimpallo di competenze che ha portato esercenti come me a dover aspettare ancora quando ormai siamo a maggio».
Problemi anche di regole: «Essendo inquadrato come artigiano e non come pubblico esercizio - riprende Salvatori - io posso mettere fuori tavoli e sedie, ma senza una struttura e soprattutto senza un tendone di copertura, il che mi sembra un po’ assurdo visto che andiamo verso l’estate». Tra gli altri vincoli previsti dal nuovo regolamento per gli artigiani c’è l’obbligo di riportare all’interno sedie e tavolini alla chiusura dell’attività, con i relativi problemi di spazio e di forze, visto che magari capita che il locale venga chiuso da una ragazza: «Il problema - spiega ancora il presidente cittadino di Confesercenti - è che, come in altri casi, anche sulla questione delle distese la politica ha fatto dei regolamenti, per poi calarli dall’alto alle imprese che si devono adeguare».

«Se ci fosse stato un vero confronto prima di arrivare al regolamento, oggi non ci troveremmo in una situazione in cui un commerciante può mettere fuori tavoli e sedie, ma non coprirli con un tendone… Insomma, credo che dovrebbe essere la politica ad adattarsi alle esigenze delle imprese. Senza condivisione si arriva sempre a decisioni problematiche».
La questione centrale resta quella dei tempi di attesa: «Quando tutto era cartaceo in 15 giorni arrivavano le risposte - spiega il titolare della Crescenteria - oggi, che è tutto informatizzato, paradossalmente ci sono attese di mesi e autorizzazioni ferme negli uffici. Bisogna fare qualcosa prima che questa burocrazia finisca per spegnere tutto».

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