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Formigine, inventa un barbecue nella botte del vino e spopola sui social

di Fabrizio Tosi
Formigine, inventa un barbecue nella botte del vino e spopola sui social

Fabio Di Puma si ispira alla cottura americana «In Italia mancava un prodotto simile, ecco i miei segreti»

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FORMIGINE. Fabio Di Puma è un ragazzo appassionato di cucina E ha presentato, il suo primo barbecue a cottura indiretta. Un barbecue made in Casinalbo, realizzato con materiali semplici e poco costosi, che sta facendo impazzire il web con oltre 500 iscritti alla sua pagina Facebook: Smoke in the Barrel. Un successo inaspettato, per Fabio che punta a valorizzare il suo prodotto.

Com’è nata l’idea?
«Da 12 anni, vivo in Emilia e mi sono appassionato alla cucina, soprattutto a quella di carne. Mi piace inventare, creare e valorizzare le mie idee, tramite internet ho notato questi barbecue americani a cottura indiretta, che si differenziano ulteriormente dalle nostre griglie. In Italia, erroneamente, chiamiamo barbecue, quegli strumenti di cottura diretta che in realtà sono griglie, capaci di cuocere in breve tempo la carne. In America invece, utilizzano strumenti dove la carne viene cotta indirettamente, senza contatto tra fiamma e cibo. Vedendo quei video, dove venivano cotti molto lentamente petti di bovino e costine di maiale, ho detto: voglio anch’io un barbecue così».
 

Un barbecue che non c’era sul mercato italiano?
«No, in nessun mercato viene venduta questa tipologia di barbecue. Mi sono messo a studiare tutti i metodi di cottura indiretta, ed ho iniziato a costruirlo acquistando una botte in rovere, un termometro, legna aromatica e tanta carbonella».
 

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E come l’hai assemblato?
«Ho aperto la botte a 3/4, inserendo un cesto in alluminio dove poso sia la carbonella che la legna. Appoggio una griglia e pochi centimetri sopra, inserisco il deflettore, un dispositivo capace di deviare il calore, evitando il contatto della fiamma con carne e legno. In cima alla botte, ho messo un piccolo camino».
 

Come si cuoce la carne o altri cibi?
«È semplicissimo: una volta accesa la carbonella e catturata l’aria, il fumo inizia ad uscire. Nel momento in cui la fiamma acquisisce una tonalità azzurra, mi rendo conto che è ora di mettere il cibo».
 

Si parlava di cottura indiretta e di tempi lunghi.
«A differenza di una griglia, il deflettore devia il calore e abbassa la temperatura. Il termometro è il mio punto di riferimento, per verificare la cottura dei prodotti. Un esempio? Se la carne bovina raggiunge una temperatura che va dai 55° ai 75°, la carne si può definire cotta. Per il suino invece la temperatura deve essere tra gli 80° e gli 85°.
 

Bisogna quindi armarsi di pazienza?
«Pazienza, passione e volontà sono i fattori fondamentali, per ottenere un prodotto di successo, che può regalare al palato un emozione più grande delle proprie aspettative».

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