Gazzetta di Modena

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Guercino, il ladro abitava a due passi 

di Carlo Gregori
Guercino, il ladro abitava a due passi 

La polizia cattura un insospettabile operaio 34enne che risiede in via Gherarda accanto all’uscita secondaria di S. Vincenzo

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Abita nel caseggiato accanto all’uscita posteriore della chiesa di San Vincenzo quello che secondo la procura di Casablanca è il quinto uomo della banda dei ladri e ricettatori della tela del Guercino “Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo” rubata nell’agosto 2014. Fino a ieri mattina, quando la Sezione Catturandi della Squadra mobile della polizia lo ha arrestato, stava con la compagna italiana e i due figli piccoli all’ultimo piano del palazzo collegato alla chiesa da una porticina chiusa.
È un marocchino regolare in Italia. Si chiama Mustapha Tahir, 34 anni, operaio carrellista alla Italpizza. Tranne un ritiro di patente per guida in stato di ebbrezza tanti anni fa e un’occupazione, non ha mai avuto problemi. Insomma, uno fuori dall’attenzione delle forze dell’ordine. Eppure, sarebbe lui, secondo la polizia giudiziaria marocchina, l’autore del furto. Avrebbe rubato la tela con altri complici, lui l’avrebbe piegata e nascosta dentro un tappeto. Per queste attività è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione. Un reato grave in Marocco: se colpevole, rischia fino a vent’anni di carcere in patria.
Ieri mattina, la Questura di Modena ha mandato i suoi uomini sotto casa sua, in via Gherarda. È la stradina dove si trova l’ex cinema Metropol, oggi sede di aule del tribunale. Gli agenti della polizia si sono appostati tra le colonne del barbiere di Canalgrande e la stretta via Donzi chiudendogli ogni via di fuga. Alle 10.30 è stato visto arrivare, identificato e arrestato. Non ha opposto resistenza, non ha detto nulla.
È stato portato in Questura per l’identificazione. Era il ricercato per il quale la Procura di Casablanca aveva chiesto alla Questura di Modena di arrestarlo attraverso su mandato dell’Interpol.
Finalmente un documento sulle indagini è quindi arrivato da Casablanca. Un foglio con le informazioni essenziali sulle accuse. Per cui dovrà essere chiarito tutto tra poco, al momento dlel’udienza per l’estradizione. Infatti, Tahir si trova in cella a Sant’Anna. Entro un mese la procura marocchina dovrà consegnare alla Corte d’Appello di Bologna i documenti sull’indagine che spiegano i capi di imputazione per la rogatoria. E solo in quel momento si potrà sapere di più non solo sul ruolo di Tahir - sospettato di essere di fatto il basista e uno dei ladri, nonché l’organizzatore del trasporto del quadro rubato in Marocco - ma anche chi erano i suoi complici a Modena. Da voci ufficiose, i sospetti cadono su due dei quattro arrestati dopo l’irruzione nel covo nel quartiere di Hay Hassani che ha portato al ritrovamento della tela del Guercino, come noto rimasta gravemente danneggiata.
Non spetta dunque alla polizia italiana indagare oltre. Come ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Modena dottor Marcello Castello, la polizia italiana ha eseguito solo una richiesta di una autorità estera e ora la posizione di Tahir sarà discussa in Corte d’Appello in vista di una possibile estradizione, da qui a un mese. Sarà probabilmente a Casablanca, insomma, il luogo in cui si terrà il processo contro di lui.
Per quanto riguarda Modena, una possibile tranche di indagine potrebbe invece riguardare la fase iniziale del furto.
A questo proposito, la cattura di Tahir apre nuovi scenari. Se è vero che la Scientifica era all’indomani del colpo entrata in quella casa di via Gherarda e ci è tornata recentemente, nessun sospetto si era addensato su di lui. E d’altra parte, a 3 anni dal colpo, la perquisizione effettuata ieri non ha prodotto nessun sequestro importante.

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