Franco Fontana: il tram confine del mondo. E di giocare io non smetto
Il grande fotografo modenese e l’infanzia da Balilla, nel segno dell’immaginazione. “Ora insegno a scattare, ma s’impara sempre: fino a quando ci si diverte”
MODENA. “Il tram. Da ragazzini andavamo a prendere il tram in quella che oggi è via Buon Pastore, a Modena. Andava verso la campagna. Era tanta, la campagna. Sembrava di andare alla fine del mondo. Era il viaggio della vita, ogni volta, e in fondo non ho mai smesso di viaggiare e guardare il mondo così. Io continuo a giocare, è l’atto creativo a mantenerci giovani” dice Franco Fontana, modenese doc classe 1933, nato il giorno 9, che cadeva di sabato, quell’anno. Il primo ricordo che mi racconta questo bambino diventato un fotografo affermatissimo, con opere conservate in oltre cinquanta musei in tutto il mondo, tantissime campagne pubblicitarie, collaborazioni con Time-Life, New York Times, Vogue Usa, Vogue France, Il Venerdì di Repubblica, Sette del Corriere della Sera, Panorama, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Class e altri è il senso di libertà.
“Eravamo Figli della lupa dai 6 agli 8 anni. Balilla i maschi dai 9 ai 10 anni e Piccole italiane le femmine dai 9 ai 13. Ma eravamo pur sempre bambini. Abitavamo in centro città. Il sabato ci facevano marciare, tutti belli uguali in divisa per andare a fare ginnastica, in classe c’era la maestra unica, che da noi è stata sostituita da un maestro in seconda e in terza ma poi, sa com’è la guerra, è stato richiamato alle armi ed è ritornata lei che era un po’ come una mamma, e io non ero fascista ma funzionava così, non si poteva fare altrimenti. Quando non eravamo a scuola giocavamo nelle strade, in centro città, le sfide erano tra ragazzini di vie e quartieri diversi, eravamo piccoli Balilla col medaglione che giocavano come fanno i bambini. Lasciavamo vivere l’immaginazione. Lì in quel gruppo a giocare c’era anche una ragazzina, forse la prima bambina di cui mi sono innamorato, Viviana si chiamava”.
Era solo l’inizio. Allo scoppio della seconda guerra mondiale per i modenesi le condizioni di vita erano peggiorate: razionamento dei generi di prima necessità, arruolamento dei giovani nell’esercito e, dopo l’8 settembre 1943 e l’occupazione tedesca, si era aggiunto il pericolo rappresentato da bombardamenti e incursioni aeree alleate specialmente su strade, ferrovie e ponti (quattro, in particolare, i raid che segnarono Modena tra il 1944 / 45).
“I primi anni Quaranta ci siamo dovuti spostare in campagna, in una tenuta tra Carpi e Soliera. Ricordo che un reggimento tedesco si è fermato un mese all’ingresso dell’aia. C’era un ragazzo, un militare tedesco, avrà avuto 21 anni, io ne avevo 11, che si chiamava Hubert e veniva a sentire Radio Londra con noi. Che se lo scoprivano c’era la fucilazione. Dell’arrivo degli alleati ricordo soprattutto che dicevano ciungam ciungam ridevano e ci davano gomme e frutta, in particolare banane. Erano anni che non le vedevamo più, perché non c’erano più le nostre colonie. Erano buonissime, le banane”.
“Un giorno, qualche tempo fa, stavo tenendo una conferenza e mi si è avvicinata una signora. Mi ha detto tu sei Franco Fontana? Io sono Sidda. Settanta anni erano passati, ma non me la ero certo scordata. A parte che un nome così non si sente facilmente in giro, ma quando ero ragazzino e lei ragazzina, mi piaceva molto. Avrò avuto sette, otto anni, era un ricordo che faceva parte del periodo in cui eravamo … gli sfollati. Pensi che emozione ritrovarla dopo tutto quel tempo”.
“Ora insegno a fotografare. Ma a tenere in mano una macchina e premere un grilletto son bravi tutti. E’ come conoscere l’alfabeto, con lo stesso numero di lettere puoi scrivere buona giornata o la Divina Commedia. Io cerco di dare la spinta ad andare oltre, insegno contenuti e significati, perché non è tanto studiare che fa la differenza ma è il vivere: la conoscenza diventa sapere nella vita quotidiana. Si impara sempre, si diventa vecchi solo quando ci si dimentica di vivere e giocare”
(m.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
