Le affermazioni di Rendace sono infondate
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera, scritta dai vertici di Seta.Egregio Direttore,nell’edizione del 25 aprile sul giornale da Lei diretto è stata pubblicata un’intervista al signor Giuseppe...
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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera, scritta dai vertici di Seta.
Egregio Direttore,
nell’edizione del 25 aprile sul giornale da Lei diretto è stata pubblicata un’intervista al signor Giuseppe Rendace (segretario provinciale del sindacato Faisa-Cisal), nella quale egli afferma che, nella giornata di lunedì 24, «noi abbiamo portato i modenesi al lavoro negli orari delle fasce protette, mentre i nostri dirigenti Bulgarelli e Badalotti hanno preferito fare il ponte». In verità, lunedì 24 aprile, approfittando della chiusura degli uffici della sede legale di Modena, ho impegnato la giornata con alcuni incontri di lavoro già in precedenza programmati nelle altre sedi aziendali, con diverse persone. Mi rivolgo, quindi, a Lei per capire come possa il signor Rendace fare simili affermazioni prive di fondamento e, nondimeno, la professionalità e la deontologia del giornalista che ha materialmente riportato quella frase senza preoccuparsi di fare alcuna verifica. Purtroppo, però, l’articolo non è firmato e, in virtù della legge sulla stampa, ne consegue che la responsabilità è attribuibile al direttore della testata giornalistica. Mi rivolgo a Lei, dunque, e mi permetto di esprimere questo pensiero: quando si parla di trasporto pubblico (e di Seta, in particolare) potrebbe essere utile acquisire anche opinioni diverse e non esclusivamente quelle del signor Rendace. Se non altro, per offrire un diverso punto di vista ai vostri lettori e consentire loro di farsi un’idea più completa e, soprattutto, più rispondente alla realtà dei fatti.
Confido, dunque, che, sul giornale da Lei diretto, il diritto di parola sia concesso anche a chi rappresenta Seta.
Roberto Badalotti
direttore generale di Seta
Egregio Direttore,
nell’edizione del 25 aprile sul giornale da Lei diretto è stata pubblicata un’intervista al signor Giuseppe Rendace (segretario provinciale del sindacato Faisa-Cisal), nella quale egli afferma che, nella giornata di lunedì 24, «noi abbiamo portato i modenesi al lavoro negli orari delle fasce protette, mentre i nostri dirigenti Bulgarelli e Badalotti hanno preferito fare il ponte». In verità, lunedì 24 aprile, approfittando della chiusura degli uffici della sede legale di Modena, ho impegnato la giornata con alcuni incontri di lavoro già in precedenza programmati nelle altre sedi aziendali, con diverse persone. Mi rivolgo, quindi, a Lei per capire come possa il signor Rendace fare simili affermazioni prive di fondamento e, nondimeno, la professionalità e la deontologia del giornalista che ha materialmente riportato quella frase senza preoccuparsi di fare alcuna verifica. Purtroppo, però, l’articolo non è firmato e, in virtù della legge sulla stampa, ne consegue che la responsabilità è attribuibile al direttore della testata giornalistica. Mi rivolgo a Lei, dunque, e mi permetto di esprimere questo pensiero: quando si parla di trasporto pubblico (e di Seta, in particolare) potrebbe essere utile acquisire anche opinioni diverse e non esclusivamente quelle del signor Rendace. Se non altro, per offrire un diverso punto di vista ai vostri lettori e consentire loro di farsi un’idea più completa e, soprattutto, più rispondente alla realtà dei fatti.
Confido, dunque, che, sul giornale da Lei diretto, il diritto di parola sia concesso anche a chi rappresenta Seta.
Roberto Badalotti
direttore generale di Seta
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