Modena, quattro squadre per simulare i processi
Gli studenti di Giurisprudenza a “Moot Court”, una prova-gioco per vivere un dibattimento in aula
MODENA. «L’unica cosa che vi chiedo è: divertitevi. Siamo qui anche per sbagliare, ma soprattutto per imparare». Con queste parole il professor Francesco Diamanti inaugura la Moot Court che ha avuto luogo in Rettorato ieri mattina.
È una simulazione processuale ed è stata organizzata, con la collaborazione di Diamanti, da Elsa More (sla ezione Unimore de European Law Students’ Association).
«Siamo volontari che si occupano di incrementare la formazione degli studenti di Giurisprudenza - spiega Tania Tenuzzo, presidente - organizziamo seminari, conferenze, stage e scambi con l’estero, oltre a diverse attività accademiche, tra cui quella di oggi».
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Nella sfida, quattro squadre di studenti hanno funto da accusa e difesa per un caso di diritto penale, dibattendo se fosse delitto colposo colpire con un gavettone qualcuno che quindi muoia d’infarto.
«Abbiamo modificato la premessa di un caso reale affinché entrambe le posizioni fossero valide, ma nella realtà c’è una sentenza della Corte di Cassazione. La capacità degli studenti di spaziare e andare anche contro ad essa fa parte degli aspetti valutati», illustra Diamanti, tanto che la squadra ritenuta migliore difendeva la parte opposta a quella che ha vinto il caso reale.
Oltre al team, sono stati riconosciuti con buoni per materiale di studio anche l’oratore più capace e la miglior memoria – l’insieme della documentazione a cui si fa riferimento nel dibattere. I premiati sono stati scelti per qualità delle ricerche, conoscenze di giurisprudenza, logica, originalità, chiarezza, pertinenza e capacità di ribattere.
Come sottolinea Diamanti, infatti vanno dimostrate varie capacità: «Questo esercizio consente di acquisire dimestichezza col mondo dei processi, approfondire determinate tematiche e soprattutto allenare le facoltà oratorie, parlando in pubblico anche davanti a esperti. La sfida vera per uno studente di giurisprudenza è l’esposizione, ma la parte tecnica più difficile è la redazione delle memorie – i ragazzi le hanno però preparate quasi del tutto da soli».
Per offrire questa esperienza, la cooperazione organizzativa è stata intensa: «Da anni ci sono prove simili per diritto commerciale - illustra Tenuzzo - ma era la prima volta per penale, e il sostegno del professor Diamanti è stato fondamentale per incoraggiare gli studenti verso questa nuova esperienza».
Anche Diamanti desidera evidenziare lo sforzo collaborativo: “Oltre a Elsa More, con me hanno collaborato i professori Foffani e Donini, ed è doveroso ringraziare rettore e Università».
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