gita saltata a concordia. la dirigente Pellacani
«Non volevamo escludere quello studente, solo tutelarlo»
CONCORDIA. Reazione immediata della scuola media di Concordia alla segnalazione dei genitori di un bambino a rischio choc anafilattico dopo un’improvvisa allergia. Alla famiglia era stata paventata l’...
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CONCORDIA. Reazione immediata della scuola media di Concordia alla segnalazione dei genitori di un bambino a rischio choc anafilattico dopo un’improvvisa allergia. Alla famiglia era stata paventata l’ipotesi di tenere il ragazzino a casa dalla gita oppure di aggregarsi all’uscita scolastica anche a tutela del figlio e di tutti gli altri ragazzi. La dirigente scolastica, Raffaela Pellacani, riporta però la questione sui piani della concertazione senza imposizioni.
«Mi ha fatto molto piacere leggere nell’articolo il riconoscimento da parte della famiglia dello studente della piena “disponibilità” della scuola a somministrare il farmaco salvavita al figlio dopo la crisi e la diagnosi di allergia. La “disponibilità” è, in sostanza, il farsi carico dei bisogni in tutti i contesti proposti: aula, laboratori, palestra, campo sportivo e quindi anche nelle uscite didattiche. Lo scopo del coinvolgimento dei genitori alla vigilia della gita a Trento, programmata in questi giorni (a cui lo studente non parteciperà, ndr), dopo un ultimo episodio di crisi del ragazzo avvenuto pochissimo tempo fa, non era perciò di escluderlo, bensì di individuare le condizioni più favorevoli, di tutela dello studente e di tranquillità per la famiglia, in vista di uno spostamento da casa per un tempo prolungato, un’intera giornata dal mattino alla sera, a distanza di un breve periodo dalla diagnosi e dagli ultimi episodi di malessere. La proposta di un’eventuale partecipazione, a libera scelta della famiglia, era un’ipotesi da valutare e non una condizione indispensabile per la partecipazione alla gita. Ritengo che un ulteriore confronto con i genitori possa rappresentare il modo più efficace per chiarire le reali intenzioni della scuola e ripristinare il rapporto di fiducia e collaborazione».
«Mi ha fatto molto piacere leggere nell’articolo il riconoscimento da parte della famiglia dello studente della piena “disponibilità” della scuola a somministrare il farmaco salvavita al figlio dopo la crisi e la diagnosi di allergia. La “disponibilità” è, in sostanza, il farsi carico dei bisogni in tutti i contesti proposti: aula, laboratori, palestra, campo sportivo e quindi anche nelle uscite didattiche. Lo scopo del coinvolgimento dei genitori alla vigilia della gita a Trento, programmata in questi giorni (a cui lo studente non parteciperà, ndr), dopo un ultimo episodio di crisi del ragazzo avvenuto pochissimo tempo fa, non era perciò di escluderlo, bensì di individuare le condizioni più favorevoli, di tutela dello studente e di tranquillità per la famiglia, in vista di uno spostamento da casa per un tempo prolungato, un’intera giornata dal mattino alla sera, a distanza di un breve periodo dalla diagnosi e dagli ultimi episodi di malessere. La proposta di un’eventuale partecipazione, a libera scelta della famiglia, era un’ipotesi da valutare e non una condizione indispensabile per la partecipazione alla gita. Ritengo che un ulteriore confronto con i genitori possa rappresentare il modo più efficace per chiarire le reali intenzioni della scuola e ripristinare il rapporto di fiducia e collaborazione».
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