Nuovo cda di Hera, confermato Giusti: è il terzo modenese
In quota Fondazione Crmo, si aggiunge a Basile e Vignola scelti da Muzzarelli. I fondi azionari tolgono posti ai soci
2 MINUTI DI LETTURA
I fondi azionari si candidano per la prima volta ad entrare nel consiglio di amministrazione di Hera e strappano tre posti sui quattro disponibili per i soci minori, scalzando le Fondazioni, che, assieme ad altri piccoli azionisti, ottengono un solo rappresentante, il modenese Massimo Giusti, riconfermato in consiglio e che si va ad aggiungere agli altri nomi scelti tra le polemiche dal sindaco Muzzarelli, ovvero Giovanni Basile e Marina Vignola.
All’assemblea degli azionisti della multiutility, che si è svolta ieri mattina a Bologna, va in scena un inedito braccio di ferro tra i soci privati: non era mai accaduto che due liste si contendessero i posti di minoranza, visto che fino ad oggi le uniche candidature presentate, oltre a quelle dei comuni del patto di sindacato, erano quelle del patto in cui sono rappresentate anche el Fondazioni. Il blitz dei fondi che fanno riferimento ad Assogestioni, quindi, riesce, nonostante il tentativo di stopparlo dei “contendenti”.
Entrano nel consiglio di amministrazione di Hera per le società di gestione del risparmio (Eurizon, Arca Fondi, Fideuram, Interfund Sicav, Mediolanum e altri) Erwin Rauhe, Francesca Fiore e Duccio Regoli, mentre per le Fondazioni viene confermato Massimo Giusti, già componente del cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Eletti tutti e 11 i candidati della lista di maggioranza, quella proposta dai comuni azionisti: Tomaso Tommasi di Vignano, Stefano Venier, Giovanni Basile, Giorgia Gagliardi, Stefano Manara, Danilo Manfredi, Giovanni Xilo, Sara Lorenzon, Marina Vignola, Aldo Luciano, Federica Seganti.
In verità, il portavoce del gruppo dei soci privati che comprende anche le Fondazioni bancarie ha provato a mettere in discussione l'ammissibilità della lista dei fondi, che hanno presentato cinque candidati per i quattro posti disponibili «in contrasto a quanto previsto dallo statuto» della società, che non consentirebbe la presentazione di un numero di candidati superiori ai posti disponibili. Il notaio incaricato dall'assemblea di Hera ha dato parere favorevole all’ammissibilità delle tre liste, chiarendo che i posti disponibili sono tutti e 15 quelli che compongono il cda, non solo quelli riservati ai piccoli azionisti privati. Il voto ha premiato, quindi, Assogestioni. Un segnale comunque di allarme per la componente pubblica e per i canti di vittoria che arrivano sempre dai Comuni quando si parla di controllo della multiutility.
All’assemblea degli azionisti della multiutility, che si è svolta ieri mattina a Bologna, va in scena un inedito braccio di ferro tra i soci privati: non era mai accaduto che due liste si contendessero i posti di minoranza, visto che fino ad oggi le uniche candidature presentate, oltre a quelle dei comuni del patto di sindacato, erano quelle del patto in cui sono rappresentate anche el Fondazioni. Il blitz dei fondi che fanno riferimento ad Assogestioni, quindi, riesce, nonostante il tentativo di stopparlo dei “contendenti”.
Entrano nel consiglio di amministrazione di Hera per le società di gestione del risparmio (Eurizon, Arca Fondi, Fideuram, Interfund Sicav, Mediolanum e altri) Erwin Rauhe, Francesca Fiore e Duccio Regoli, mentre per le Fondazioni viene confermato Massimo Giusti, già componente del cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Eletti tutti e 11 i candidati della lista di maggioranza, quella proposta dai comuni azionisti: Tomaso Tommasi di Vignano, Stefano Venier, Giovanni Basile, Giorgia Gagliardi, Stefano Manara, Danilo Manfredi, Giovanni Xilo, Sara Lorenzon, Marina Vignola, Aldo Luciano, Federica Seganti.
In verità, il portavoce del gruppo dei soci privati che comprende anche le Fondazioni bancarie ha provato a mettere in discussione l'ammissibilità della lista dei fondi, che hanno presentato cinque candidati per i quattro posti disponibili «in contrasto a quanto previsto dallo statuto» della società, che non consentirebbe la presentazione di un numero di candidati superiori ai posti disponibili. Il notaio incaricato dall'assemblea di Hera ha dato parere favorevole all’ammissibilità delle tre liste, chiarendo che i posti disponibili sono tutti e 15 quelli che compongono il cda, non solo quelli riservati ai piccoli azionisti privati. Il voto ha premiato, quindi, Assogestioni. Un segnale comunque di allarme per la componente pubblica e per i canti di vittoria che arrivano sempre dai Comuni quando si parla di controllo della multiutility.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
