Pd, atteso “scontro a tre” davanti a... otto spettatori
di Luca Gardinale
Alla Villa D’Oro doveva tenersi un dibattito appassionato tra le mozioni: Vaccari, Bortolamasi e Grimaldi “costretti” a parlare ad una platea sguarnita
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Magari sarà stata la pioggia, che ieri sera, proprio tra le 20 e le 21, non ha dato tregua alla città. O forse c’entrano i film della prima serata, che hanno bloccato sul divano iscritti ed elettori già pronti a partire. O magari l'happy hour nei locali, che ha imbrigliato i giovani militanti. Fatto sta che a tre giorni dalle Primarie per scegliere il nuovo segretario nazionale, il Pd si ritrova a discutere alla presenza di... otto persone. Perché erano proprio otto i presenti al confronto che ieri sera ha visto di fronte il senatore Stefano Vaccari, che rappresenta la mozione Orlando, il segretario cittadino Andrea Bortolamasi - subentrato in extremis all'assessore Ludovica Carla Ferrari - per la mozione Renzi-Martina e Antonino Grimaldi in rappresentanza di Emiliano. Così, nella sala semideserta della polisportiva Villa d'Oro (il circolo era rappresentato dall'ex assessore Antonino Marino), i tre democratici si sono confrontati sulle primarie con una speranza: che domenica a votare ci vadano un po' più di otto persone... Per quanto riguarda il merito del dibattito, il segretario Bortolamasi si è soffermato sulla questione circoli: «Serve un protagonismo diverso anche da parte dei segretari - ha spiegato - perché i circoli rappresentano da sempre l’ossatura su cui il partito è innestato». Parlando dell'esperienza di Renzi al governo, Bortolamasi ha ricordato «l'esperienza positiva sui diritti sociali, dalla legge sulle unioni civili al testamento biologico. Ci sono però ancora dei vuoti, come la questione ius soli, ma bisogna continuare a lavorare in questa direzione». Il segretario ha quindi sottolineato che «Renzi rappresenta ancora una risorsa per questo partito, ma dietro questa leadership forte non si può fare a meno di una struttura complessa come il partito». Per la mozione Emiliano, Grimaldi ha sottolineato che «Il Pd deve tornare al centro della discussione. Noi vogliamo un partito protagonista in Europa, insieme al Pse, e che si faccia carico del dibattito sulle strategie da adottare per raggiungere questo obiettivo. Bruxelles non deve essere solo un luogo di incontro di burocrati che decidono la dimensione che deve avere un pomodoro, ma un luogo in cui si costruiscono politiche di crescita». Replicando alla domanda di uno dei presenti sul timore di nuove alleanze con il centrodestra, Vaccari ha invece spiegato che «nel 2013 ci siamo ritrovati in una situazione di stallo istituzionale che rischiava di far collassare la nostra democrazia. Come ci ha chiesto Napolitano, abbiamo costruito qualcosa che non era nelle nostre corde. Ora però possiamo riscrivere le regole con le quali dare ai cittadini la possibilità di scegliere il governo per il Paese, ma dobbiamo scriverle bene queste regole, per fare in modo che l’unica soluzione non sia la stessa del 2013». E sempre a proposito di primarie, ieri la presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti è intervenuta su Facebook per dare il suo sostegno a Matteo Renzi: «Lo sostengo da quando si propose per la prima volta nel 2012 - scrive la Maletti - e ho accettato anche questa volta la candidatura come sua capolista nelle sezioni di Modena, Carpi, Soliera e Campogalliano. Perché? Perché ritengo ora come mai necessario proseguire il lavoro sulle riforme».
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