a maggio coi colleghi presidenti
Provincia senza soldi, Muzzarelli in piazza
«A causa dei trasferimenti allo Stato - sottolinea Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena - non possiamo assicurare in modo adeguato le funzioni su viabilità e edilizia...
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«A causa dei trasferimenti allo Stato - sottolinea Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena - non possiamo assicurare in modo adeguato le funzioni su viabilità e edilizia scolastica. Non siamo nelle condizioni neppure di approvare il bilancio di previsione 2017 e di finanziare investimenti con nostre risorse. Il recente decreto enti locali del governo non è assolutamente sufficiente e deve essere rivisto in sede di conversione in Parlamento garantendo le risorse necessarie». Non è solo il sindaco-presidente a lanciare questo allarme bilanci da parte delle Province, gli enti locali che con il referendum del 4 dicembre scorso dovevano scomparire e invece oggi hanno bisogno di risorse. I 76 enti provinciali italiani già nelle scorse settimane avevano denunciato le casse vuote e la necessità di informarne la magistratura con un esposto cautelativo per cautelarsi rispetto a gravi problemi che potrebbero verificarsi vista la mancata manutenzione, negli ultimi tre anni, delle 3.600 scuole e 100mila strade gestite.
Ma questa volta c’è di più: entro metà maggio a Roma i sindaci che amministrano le province scenderanno infatti in piazza. «Ci sarà una manifestazione a difesa dei servizi fondamentali dei cittadini. Facciamo un appello Bonaccini come presidente della Conferenza delle Regioni, perché siano accanto a noi».
Per la Provincia di Modena i prelievi dello Stato ammontano nel 2017 a quasi 38 milioni di euro su un totale di oltre 61 milioni di entrate. Nel 2017 la spesa per le funzioni fondamentali della Provincia di Modena, tra cui la manutenzione della rete di oltre mille chilometri di strade provinciali e di oltre 60 istituti scolastici superiori, ammonta a circa 33 milioni di euro. I prelievi dello Stato nel 2016 sulle risorse della Provincia sono arrivati a 37 milioni di euro e si aggiungono ai 28 milioni versati nel 2015 e ai 13 milioni del 2014. Questi i numeri di Modena, snocciolati ieri a Bologna dove il presidente dell’Unione province italiane (Upi) Achille Variati ha incontrato i presidenti emiliani insieme al rappresentante regionale dell’Upi stesso Giammaria Manghi. Se le Province hanno un futuro, fatalmente andranno finanziate, come spiegano gli stessi Variati e Manghi: «I tre miliardi tagliati dal governo ai bilanci delle Province nel 2015 sono stati prelievi forzosi: non a caso la Corte dei Conti non ha esitato a definirli “manifestamente irragionevoli”. Secondo l’ente Sose del Ministero dell’economia che stabilisce i fabbisogni standard degli enti locali, questi tagli hanno causato uno squilibrio di 651 milioni per la sola spesa corrente delle funzioni fondamentali. Ora il Governo è costretto a emanare l’ennesimo decreto legge, il terzo in tre anni, per provare a tamponare l’emergenza, ma mette in campo misure del tutto insufficienti».
Stefano Luppi
Ma questa volta c’è di più: entro metà maggio a Roma i sindaci che amministrano le province scenderanno infatti in piazza. «Ci sarà una manifestazione a difesa dei servizi fondamentali dei cittadini. Facciamo un appello Bonaccini come presidente della Conferenza delle Regioni, perché siano accanto a noi».
Per la Provincia di Modena i prelievi dello Stato ammontano nel 2017 a quasi 38 milioni di euro su un totale di oltre 61 milioni di entrate. Nel 2017 la spesa per le funzioni fondamentali della Provincia di Modena, tra cui la manutenzione della rete di oltre mille chilometri di strade provinciali e di oltre 60 istituti scolastici superiori, ammonta a circa 33 milioni di euro. I prelievi dello Stato nel 2016 sulle risorse della Provincia sono arrivati a 37 milioni di euro e si aggiungono ai 28 milioni versati nel 2015 e ai 13 milioni del 2014. Questi i numeri di Modena, snocciolati ieri a Bologna dove il presidente dell’Unione province italiane (Upi) Achille Variati ha incontrato i presidenti emiliani insieme al rappresentante regionale dell’Upi stesso Giammaria Manghi. Se le Province hanno un futuro, fatalmente andranno finanziate, come spiegano gli stessi Variati e Manghi: «I tre miliardi tagliati dal governo ai bilanci delle Province nel 2015 sono stati prelievi forzosi: non a caso la Corte dei Conti non ha esitato a definirli “manifestamente irragionevoli”. Secondo l’ente Sose del Ministero dell’economia che stabilisce i fabbisogni standard degli enti locali, questi tagli hanno causato uno squilibrio di 651 milioni per la sola spesa corrente delle funzioni fondamentali. Ora il Governo è costretto a emanare l’ennesimo decreto legge, il terzo in tre anni, per provare a tamponare l’emergenza, ma mette in campo misure del tutto insufficienti».
Stefano Luppi
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