Modena, la Curia entra nella casa di cura Villa Igea
Diventa il terzo socio, con il 33%, della clinica dove fu ricoverato il figlio di Togliatti per trent’anni
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Con il lascito dei fratelli Delfini la Chiesa modenese entra a pieno diritto e a pari quota degli altri due soci, nella gestione di Villa Igea.
Un passaggio importante questo, che pone a pieno diritto la Curia nella proprietà e nell’amministrazione di una tra le più importanti cliniche dell’Emilia Romagna, una delle pochissime in Italia in mano a privati per la cura delle malattie nervose. Una fama, quella della clinica di via Stradella 73, acquisita nel corso di tre generazioni.
Nata nel 1937 per impulso di tre medici specializzati in quelle che allora erano semplicemente malattie nervose, oggi la struttura si articola su vari piani di assistenza, anche per adolescenti e anziani.
Di più. Per trent’anni, in assoluta riservatezza, a Villa Igea è stato ricoverato Aldino Togliatti, figlio del segretario del Pci del dopoguerra, che di fronte ai disturbi del figlio ha accettato alla fine il ricovero in una clinica dove potevano esserci sempre “compagni” che lo seguivano per ogni necessità. Con visite settimanali e, si presume, rapporti altrettanto frequenti spediti al numero uno del Partito Comunista, i più fidati emissari del Pci modenese andavano a far visita a Villa Igea a Togliatti junior, portandogli libri e sigarette.
Così, per un curioso scherzo del destino, la Chiesa modenese entra a vele spiegate nella casa di cura che accolse e curò per tre decenni il figlio del leader comunista. Un intreccio che sarebbe piaciuto persino a Guareschi. Oppure allo zio Antonio Delfini, dimenticato scrittore di storie padane e non solo.
Il presente invece è fatto di convenzioni con l’Ausl e una robusta situazione patrimoniale. Il notaio che ha redatto l’inventario ha stimato assieme ai periti la partecipazione in Villa Igea attorno ai 4 milioni di euro con un guadagno annuo di 200 mila euro. Anche dal punto di vista finanziario un rendimento niente male.
Lo stesso discorso vale anche per la casa di di cura Villa Maria Luigia a Montechiarugolo (Parma) ma in quel caso la situazione è più fluida dal punto di vista societario. Se gli altri due soci, gli stessi di Modena, volessero liquidare la quota di proprietà della chiesa, potrebbero farlo senza problemi.
Finora il curatore pro-tempore dell’eredità giacente il dottor Paolo Ferrari, ma d’ora in poi la Curia dovrà designare sia il rappresentante nel consiglio d’amministrazione che il curatore dei beni. (s.c.)
Un passaggio importante questo, che pone a pieno diritto la Curia nella proprietà e nell’amministrazione di una tra le più importanti cliniche dell’Emilia Romagna, una delle pochissime in Italia in mano a privati per la cura delle malattie nervose. Una fama, quella della clinica di via Stradella 73, acquisita nel corso di tre generazioni.
Nata nel 1937 per impulso di tre medici specializzati in quelle che allora erano semplicemente malattie nervose, oggi la struttura si articola su vari piani di assistenza, anche per adolescenti e anziani.
Di più. Per trent’anni, in assoluta riservatezza, a Villa Igea è stato ricoverato Aldino Togliatti, figlio del segretario del Pci del dopoguerra, che di fronte ai disturbi del figlio ha accettato alla fine il ricovero in una clinica dove potevano esserci sempre “compagni” che lo seguivano per ogni necessità. Con visite settimanali e, si presume, rapporti altrettanto frequenti spediti al numero uno del Partito Comunista, i più fidati emissari del Pci modenese andavano a far visita a Villa Igea a Togliatti junior, portandogli libri e sigarette.
Così, per un curioso scherzo del destino, la Chiesa modenese entra a vele spiegate nella casa di cura che accolse e curò per tre decenni il figlio del leader comunista. Un intreccio che sarebbe piaciuto persino a Guareschi. Oppure allo zio Antonio Delfini, dimenticato scrittore di storie padane e non solo.
Il presente invece è fatto di convenzioni con l’Ausl e una robusta situazione patrimoniale. Il notaio che ha redatto l’inventario ha stimato assieme ai periti la partecipazione in Villa Igea attorno ai 4 milioni di euro con un guadagno annuo di 200 mila euro. Anche dal punto di vista finanziario un rendimento niente male.
Lo stesso discorso vale anche per la casa di di cura Villa Maria Luigia a Montechiarugolo (Parma) ma in quel caso la situazione è più fluida dal punto di vista societario. Se gli altri due soci, gli stessi di Modena, volessero liquidare la quota di proprietà della chiesa, potrebbero farlo senza problemi.
Finora il curatore pro-tempore dell’eredità giacente il dottor Paolo Ferrari, ma d’ora in poi la Curia dovrà designare sia il rappresentante nel consiglio d’amministrazione che il curatore dei beni. (s.c.)
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